lunedì 11 ottobre 2021

Virginia Woolf [REVIEW PARTY]

 




Autrore: Liuba Gabriele
Titolo: Virginia Wools
Casa Editrice: Beccogiallo
Pagine: 128
Prezzo: 18€ (cartaceo)
 
 
Trama: Inghilterra, marzo 1941. Virginia Woolf cammina sulle sponde del fiume Ouse. Raccoglie una pietra da terra, la soppesa sul palmo della mano e guarda l’acqua scorrere. Pensa alla battaglia feroce che si sta svolgendo nel mondo e dentro di lei. Tutto ciò che l’ha accompagnata fino a quella riva rivive in fulgide immagini che rappresentano l’estrema forza dei suoi sentimenti, come la passione per l’amante Vita Sackville-West, la tenerezza per il fondamentale marito Leonard e il dolore per i tremendi lutti familiari. Sentimenti riversati nelle sue opere, con cui ha rivoluzionato la letteratura, passando alla storia come una delle più importanti scrittrici del mondo.
 
 
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Virginia Woolf è la seconda fatica di Liuba Gabriele dopo il suo esordio dedicato alla cantante inglese Amy Winehouse. Edita Beccogiallo, che ringrazio per averci permesso di creare l’evento e per la copia omaggio, la graphic novel ripercorre la storia della scrittrice inglese partendo proprio dal suo ultimo atto, sulle sponde del fiume dove, nei primi anni ’40, si tolse la vita.


Da questo tragico evento (un evento che combacia con i bombardamenti di Londra e lo scoppio del secondo conflitto mondiale) partono i ricordi di Virginia, i momenti che più hanno segnato la sua vita anche grazie alle persone che ne hanno fatto parte. Tra queste persone spiccano il marito Leonard e, soprattutto, la figura della poetessa Vita Sackville-West, che Virginia conosce quasi per caso e di cui si innamora: la loro storia durerà anni, sarà travolgente e allo stesso tempo complessa – entrambe erano sposate e vivevano in una società in cui l’omosessualità era un reato. Nonostante questo, il loro amore ha avuto un enorme impatto per la scrittrice inglese sia sotto un punto di vista personale e professionale. Interessante è vedere, infatti, come i romanzi di Virginia – Orlando, Mrs Dalloway e Gita al Faro tra gli altri – siano fortemente legati alla vita e ai sentimenti dell’autrice, alla sua sessualità e alla sua fragilità mentale. Niente è lasciato al caso, tutto combacia alla perfezione.

Punto forte di questa biografia a fumetti sono le tavole e i colori, le tinte forti che scalzano persino i dialoghi, le parole che qua lasciano il posto alle emozioni, alla natura, alle sfumature di rosso e arancione, blu e viola. Se, infatti, i personaggi sono solo abbozzati e “lasciati in bianco” d’altro canto la natura che li circonda e i sentimenti che questi provano sono pieni di colori e di minuziosi particolari.
Pagina dopo pagina Liuba Gabriele ci trasporta in una narrazione fatta di tratti a matita netti, che ricordano le Ninfee di Monet, le pennellate spesse di Cezanne e la malinconia e l’alienazione presenti in Munch e Van Gogh. Sfogliando le pagine proviamo anche noi il tormento, l’amore accecante, la passione infuocata, la depressione più buia e la resa finale di Virginia, e lo facciamo tramite un non detto che ci parla solo con gli occhi, senza parole ma con il silenzio di un quadro.

Oltre che ad essere una fumettista, Gabriele è anche un’artista, si è laureata a Brera, in un ambiente dove l’arte si respira ad ogni angolo e questo suo background lo si percepisce immediatamente. Che abbiate letto tutte le opere di Virginia Woolf, solo alcune o nessuna, quest’opera a lei dedicata riesce a prenderti per mano e a farti emozionare e incuriosire, oltre che empatizzare con una delle figure più complesse del ‘900, che ancora oggi rimane una delle scrittrici più importanti delle sua generazione e della contemporaneità.


Nei prossimi giorni ci sarà una sorpresa riguardante questa graphic novel, quindi rimanete sintonizzati e passate dai blog delle altre adorabili personcine che hanno partecipato all'evento.





VOTO FINALE: 3.5/5🌟

sabato 9 ottobre 2021

Bianco Intorno [Review Party]

 





Autore: Wilfrid Lupano & Stephan Fert
Titolo: Bianco Intorno (Blanc Autour)
Casa Editrice: Tunuè
Pagine: 144
Prezzo: 19,90€ (cartaceo)

 
Trama: "Bianco intorno, la vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris" è il nuovo graphic novel di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert. Siamo in Connecticut, trent'anni prima dell'abolizione della schiavitù, una giovane insegnante apre le porte della sua scuola alla prima alunna afroamericana: Sarah Harris. Per reagire al malcontento locale, in un gesto insieme di rivolta e volontà, Prudence Crandall apre la sua scuola a tutte le giovani donne afroamericane della città. La storia della piccola scuola femminile diventa un pretesto per parlare, ancora una volta, dei principi di eguaglianza e fratellanza su cui dovrebbe basarsi la società. Un graphic novel che ci spinge ad interrogarci su temi ancora attuali e sulla responsabilità di scelta del singolo nei confronti di comunità spesso sorde ad ogni cambiamento. L'opera si regge su due assiomi fondamentali: il rifiuto di ogni discriminazione razziale ed il riconoscimento del diritto all'istruzione. Le piccole allieve della giovane istitutrice del Connecticut diventano simbolo di tutte quelle minoranze che, negli anni passati e presenti, pagano a prezzo spropositato un'eguaglianza che dovrebbe essere garantita. La storia della giovane istitutrice porta l'attenzione sul ruolo chiave che l'istruzione ricopre nella scoperta, lotta e ripresa dei propri diritti. La battaglia al diritto di istruzione si fa scontro contro ogni forma di discriminazione e razzismo.


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"Te lo dice il mondo intero, di no. Ascolta! Guarda! Senti! E' no, Sarah! E perchè? Perchè sei nera!"


Sono tornati in libreria con il loro nuovo lavoro, “Bianco Intorno”, il duo francese Lupano/Fert. Edito sempre Tunuè, che ringrazio per la copia in omaggio e per avermi permesso di creare questo evento, la graphic novel affonda le sue radici in fatti realmente accaduti nei pressi di Boston, per la precisione nella piccola città di Canterbury, nel 1832: è qui, infatti, che una scuola femminile inizia a fare notizia e scandalo quando la sua direttrice, Miss Prudence Crandall, decide di non insegnare più alle giovani ragazze bianche della media borghesia per dedicarsi all’istruzione di quelle di colore.


Come accennato, a farla da padrona sono fatti storici realmente accaduti, come quelli che riguardano Nat Turner, schiavo del sud che, con un altro manipolo di uomini, nella prima metà dell’800 tentò invano una rivolta collettiva e uccise a sangue freddo svariati latifondisti e le loro famiglie.
Sebbene la schiavitù americana ci venga presentata quasi sempre come un fenomeno strettamente legato al profondo sud, dove ancora oggi i diritti delle minoranze vengono messi in discussione e ostacolati, in Bianco Intorno si assiste alla profonda diffidenza e al crudele razzismo dettato dalla paura e dell’ignoranza che dilaga nei paesi “liberali” del nord. Qui, infatti, sebbene la schiavitù sia stata abolita e si siano fatti dei minimi progressi, le persone di colore non sono davvero “libere” come si pensa in un primo momento, ma vengono quotidianamente osteggiate e messe ai margini, anche a causa di leggi create ad hoc per rendere loro la vita più difficile.


Ed è proprio in questo clima ostile e pericoloso che le ragazze protagoniste di questa graphic novel – persone davvero esistite, come si può leggere nella parte finale dell’opera – dovranno combattere per far valere i propri diritti e conquistare a fatica quello che a chiunque dovrebbe essere permesso: una educazione.
Come forse si è intuito, leggere Bianco Intorno non è semplice, anzi in molti momenti vi farà arrabbiare e indignare per quello che queste giovani donne devono subire – ma anche riflettere, perché alla fine non si può fare a meno di pensare che alcune situazioni non sono così diverse da quelle con cui ancora oggi vengono spesso trattate le persone che, scioccamente, vengono considerate diverse. Eppure, allo stesso tempo è impossibile non provare empatia e un moto di orgoglio verso queste donne, verso la loro battaglia per i propri diritti. Prudence, Sarah, Mary e tutte le altre sono donne che bisogna conoscere, che nel loro piccolo sono state delle eroine, capaci di ribellarsi e far sentire la propria voce a una società che le voleva imbavagliare. Personalmente non conoscevo la loro storia, ma adesso che l’ho fatta mia non posso che invitare voi che state leggendo queste mie parole a fare altrettanto.

Bianco Intorno è, a mio avviso, l’opera migliore di Lupano e Fert, che qui ritroviamo più maturi e a fuoco rispetto ai precedenti lavori (specialmente rispetto a Morgana), ma mantengono sempre con il loro stile inconfondibile, che riesce a creare tavole magnifiche dove i colori caldi – i colori della terra, della natura – spiccano sugli altri. Anche sotto questo aspetto più tecnico non posso che promuovere il tutto. Quindi ora andate, leggete ed emozionatevi!



VOTO FINALE: 5/5🌟

sabato 2 ottobre 2021

Il Filo Avvelenato [Review Party]

 


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Autrore: Laura Purcell
Titolo: Il Filo Avvelenato
Casa Editrice: Mondadori - Oscar Fabula
Pagine: 420
Prezzo: 20,00€ (cartaceo), 9.90€ (ebook)


Trama: Gran Bretagna, prima metà dell'Ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L'incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione. Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell'innocenza.



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E’ arrivato in libreria qualche giorno fa per Mondadori, che ringrazio per la copia digitale, “Il Filo Avvelenato” di Laura Purcell.
Ambientato nella Londra ottocentesca, il romanzo segue le vicende e i pensieri di Dorothea e Ruth: la prima è una giovane donna della buona società inglese, la cui missione di vita è quella di compiere opere di misericordia nella prigione femminile della città; la seconda, invece, è una ragazza appena sedicenne condannata per omicidio e detenuta nella stessa prigione dove Dorothea assiste le condannate.
Insieme, i loro pensieri daranno vita a un romanzo che promette misteri e oscurità, persino brividi, oltre che  quell’aura gotica che dovrebbe ricordare grandi romanzi dell’epoca come Dracula o Frankenstein.

Dovrebbe, certo, peccato che io non abbia ritrovato nulla di tutto questo. Dorothea, seppur interessata alla frenologia, ovvero alla scienza che basa le sue teorie sulla forma del cranio e di come da questo si arriva alle origini delle azioni criminali delle persone, è un personaggio piatto, snervante e alquanto saccente. La sua carità è, a mio avviso, piena di ipocrisia e dettata dalla noia, così come la sua vita: leggere i suoi pensieri non è stato affatto piacevole, più che una donna mi sembrava di assistere ai capricci di una bambina, tanto che in molte parti, soprattutto in quelle centrali, mi sono trovata a saltare i suoi capitoli.
Molto più interessante, invece, la figura di Ruth: è la sua voce quella che spicca tra le due, la sua narrazione che parte quando era ancora una bambina, figlia di un pittore squattrinato e di una sarta. Proprio grazie alla madre, infatti, Ruth inizia a cucire, mostrano un talento prestigioso che sarà la sua salvezza e al tempo stesso la sua condanna. La sua vita non è facile, subirà moltissimi soprusi e alcune sue parentesi mi hanno ricordato i lavori di Dickens, pieni di denuncia sulla condizione dei lavoratori, specialmente dei lavoratori più piccoli. Eppure, nonostante tutto questo, ho fatto molta fatica a empatizzare con lei, a commuovermi come avrei voluto nei momenti più tristi, a provare le sensazioni che l’autrice cercava di trasmettere con la sua penna.

Problema importante è stato per me proprio lo stile di scrittura – non so se questo sia anche accentuato dalla traduzione o meno – ma nel complesso ho trovato tutto molto piatto, poco approfondito e abbozzato. Non ho sentito la Londra della prima età vittoriana, le sue atmosfere gotiche, tantomeno ho trovato qualcosa che desse al libro credibilità. Anche il rapporto tra le due protagoniste mi ha convinto poco, molto distaccato – ed egoistico dal punto di vista di Dorothea -  e incentrato più che altro sullo studio e su di una presunta teoria scientifica che sulla volontà di aiutare e salvare da una condanna a morte.

Insomma, come probabilmente avrete già capito non consiglio questo libro. Se state cercando qualcosa di gotico, di paranormale o simili questo non è proprio il titolo che fa per voi.  
 
 
Nota finale e doverosa per ringraziare Franci di Coffee and Books per aver organizzato l'evento e invitarvi a leggere la sua e la recensione delle altre persone che hanno partecipato all'evento.


VOTO FINALE: 2/5🌟
 

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