giovedì 19 ottobre 2023

Wayward [RECENSIONE]

 


Autore: Emilia Hart
Casa Editrice: Fazi editore
Pagine: 404
Prezzo: 20.00€



Trama: Tre donne. Cinque secoli. Un segreto. Un appassionante romanzo che racconta la storia di tre donne appartenenti a epoche diverse ma legate da un segreto troppo pericoloso per essere rivelato.

Kate, 2019

Kate fugge da un marito violento lasciandosi alle spalle la sua vita a Londra e cercando rifugio in campagna, al Weyward Cottage, ereditato dalla prozia. Le mura di quella vecchia casa custodiscono un segreto, nascosto lì dai tempi della caccia alle streghe. 

Violet, 1942
L’adolescente Violet è più interessata a collezionare insetti e ad arrampicarsi sugli alberi che a diventare una vera signorina. Finché una catena di eventi sconvolgenti non cambierà per sempre la sua vita.

Altha, 1619
Altha è sotto processo per stregoneria, accusata di aver ucciso un uomo del posto. Conosciuta per la sua misteriosa connessione con la natura e gli animali, è una minaccia che deve essere eliminata.

Ma le donne Weyward appartengono alla natura selvaggia. E non possono essere addomesticate. Intrecciando tre storie attraverso cinque secoli, Weyward è un avvincente romanzo sulla resilienza femminile.



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"Non mi fanno paura. Dopotutto sono una Wayward, e sono selvaggia dentro"


Storia di donne e di famiglia che percorre quattro secoli, Weyward è un romanzo che profuma di erba bagnata, di pioggia, di foglie cadute, di neve, di natura e di libertà. Non sempre facile per i temi trattati - stupro, violenza domestica, abusi, violenza psicologica e altro - narra le ingiustizie che le donne devono subire, specialmente quando queste sono viste come strane, diverse, pericolose. Perchè anche se nel corso degli anni i processi alle streghe sono terminati e la parola strega ha assunto un altro signigicato, quello che è rimasto è l'odio degli uomini verso le donne, il loro volerci controllare sempre e comunque, annullarci e sottometterci in quanto inferiori. Perchè una donna libera fa paura, e le donne Wayward sono libere e selvagge per natura.


"Che ne sapevano loro di anime, quegli uomini che se ne stavano seduti tutto il giorno sui loro scranni, elegantemente abbigliati, e che ritenevano giusto condannare a morte una donna?"

Emilia Hart ha creato davvero un bel romanzo, un romanzo che mi ha catturato sin da subito e mi ha fatto amare Altha, Violet e Kate: tre donne così diverse eppure così simili. Nel 1619, durante il regno di Giacomo I e all'apice del processo delle streghe, conosciamo Altha, una donna che viene processata per stregoneria e per aver ucciso un uomo del suo villaggio, il marito di una sua amica di infanzia; nei primi anni '40 del 900, mentre in Europa la seconda guerra mondiale sta mettendo in ginocchio l'Inghilterra e non solo, conosciamo Violet, una giovane ragazza figlia di un nobile con uno strano legame con gli insetti e un passato a lei sconosciuto; infine, nel presente, conosciamo Kate, una donna che vive nella paura del suo compagno violento e che, grazie a un cottage ereditato da una sua prozia, cerca di scappare alla violenza e costruirsi una nuova vita. Wayward è una storia difficile da raccontare, che io per prima non voglio raccontare, perchè penso che bisogna viverla attraverso la lettura; ho apprezzato tantissimo il rapporto che queste donne hanno con la natura, come non si facciano mai spezzare, ma al contrario riescano sempre a uscirne a testa alta, padrone della loro vita anche quando questa sembra prendere una piega già scritta. Per questo motivo (ma non solo) mi sento di consigliarlo caldamente: una lettura perfetta per l'autunno, da leggere magari quando fuori piove, meglio ancora con un gatto - o un corvo - appollaiato su di te.

"Chi decide dove iniziano e finiscono le cose? Non so se il tempo si muove in linea retta, oppure se gira in tondo. Ecco, più che passare gli anni si riavvolgono su loro stessi: l'inverno diventa primavera che diventa estate che diventa autunno che diventa di nuovo inverno. A volte penso che tutto il tempo si stia svolgendo nello stesso momento"


VOTO FINALE: 4/5🌟

lunedì 9 ottobre 2023

In Memoriam [REVIEW PARTY]

 


Autore: Alice Winn
Casa Editrice: Garzanti
Pagine: 432
Prezzo: 18.00€



Trama: Alla fine di tutto, per tutti, l'inverno diventa primavera. Quando ha ascoltato per la prima volta i versi di "In Memoriam" di Tennyson, Gaunt era all'ultimo anno di scuola. Ricorda perfettamente la voce baritonale del suo migliore amico Sidney mentre li recitava nel cortile del collegio, in un pomeriggio plumbeo. È stata una bella giornata, quella, pensa, sdraiato su una brandina cigolante, con la testa bendata e la mascella rigida. Rigida come la bocca spalancata del soldato che ha calpestato fuggendo per trovare riparo in trincea. Non riesce a toglierselo dalla testa e le uniche cose che lo tengono ancorato alla realtà sono Tennyson e le lettere che Sidney gli ha inviato dall'Inghilterra, dandogli notizie sui compagni, sulle lezioni, sugli studi. Gaunt darebbe l'anima per tornare a quei giorni, a discutere di metrica e poesia greca, invece di indossare la divisa. In collegio l'eco delle bombe e dei proiettili era pioggia, qui è tuono insondabile. Eppure ci sono quei versi. Eppure ci sono due braccia che lo stringono forte e un corpo caldo con cui condividere il misero spazio della brandina. Il respiro di Sidney, accanto a Gaunt, lo rassicura e, lentamente, lo rende consapevole del cuore che batte. D'altronde, la letteratura lo insegna: la tragedia della guerra non può annientare l'amore. Una storia che racconta ombre e luci dell'inizio del Novecento, attraverso gli occhi di due giovani uomini che trovano l'uno nell'altro la forza di superare l'insensatezza del conflitto e consolazione nell'immortale lezione dei classici, appresa tra i banchi di scuola.



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Quando ci si accorge che un libro che stai leggendo diventerà uno dei tuoi preferiti di sempre? Con In Memoriam, straordinario debuto di Alice Winn, penso di averlo capito ancor prima di raggiungere le 100 pagine. Dedica a una generazione spezzata, distrutta dalla guerra, In Memoriam è un libro dolorosamente meraviglioso che attraveso due punti di vista, quello di Henry Gaunt e di Sidney Elwood, ci racconta gli orrori del primo conflitto mondiale, rendendoli quanto mai attuali, accostandoli a un sentimento d'amore proibito - quello tra due giovani ragazzi rappesentanti dell'Inghilterra edwardiana oramai al tramonto - che dura una vita intera. Gaunt e Elly si amano da sempre, da quando si conoscono, ma nessuno dei due è mai riuscito a dichiararsi all'altro per il timore di essere respinto. E' solo la guerra, il ritrovarsi loro malgrado dietro le trincee - Henry sotto pressione della sua famiglia, di origine tedesche; Sidney per il dovere, per il richiamo della patria e di quella guerra solo apparentemente cavalleresca e nobile di principi - che li spinge finalmente l'uno tra le braccia dell'altro, uniche ancore di salvezza in un inferno che inghiotte i loro amici, restituendo solo cadaveri.


"Una volta mi hai detto che stavo sperecando il mio tempo... adesso comincio a pensare che avevi ragione. Ho passato anni ed anni a percorrere stradine di campagna con Elwood al mio fianco e le mani in tasca... che vigliacco sono stato! [...] Forse preferirei che Elwood avesse finto di amarmi, anche solo per poche settimane, piuttosto che non avere nulla. Nella mia mente esiste uno spazio vuoto che avrei potuto riempire con quei ricordi"


Struggente fino all'inverosimile, emozionante come pochi romanzi che abbia mai letto, In Memoriam è figlio di un lavoro minuzioso che deriva da fonti magnifiche come quelle lasciate da persone come Vera Brittain; i personaggi creati dalla Winn sono vibranti, figli della loro epoca e allo stesso tempo contemporanei, pieni di fragilità. Straziante è vedere questa generazione di giovani ragazzi cadere come foglie uno dopo l'altro, ancora ragazzini, per non dire bambini - hanno 17, 16, anche 15 anni. Tutti loro sono stati allevati con il mito della guerra romantica, decantata da poeti che hanno distorto il sangue e la disperazione per trasformarli in onore e gloria immortale. Anche se per poco ti affezioni ad ognuno, anche se sai, LO SAI, che presto il loro destino sarà segnato e tutto ciò che rimarrà della loro breve vita sarà scritto in un telegramma alle loro famiglie, in un In Memoriam sulle pagine di un giornale scolastico. Eppure li ami: ami Henry e Sidney, ma anche Gideon e Archie, David e Cyril, persino personaggi fugaci come Sandys.

"E' stato solo un sogno" Gaunt scosse la testa "No, continuo a ripetermelo, ma è tutto terribilimente reale"

Mi è piacito immensamente come Alice Winn abbia affrontato il tema della PTSD, a quell'epoca sconosciuta o chiamata semplicemete trauma da granata: ognuno dei personaggi ne soffre, ne soffrirà per sempre e fa riflettere quando in 100 anni la medicina abbia fatto passi da gigante, ma allo stesso tempo stringe il cuore come queste persone fossero lasciate a loro stesse, in balia di orrori che li accompagnavano ben dopo la fine della guerra e li lasciavano dei gusci vuoti. E questo non vale solo per gli inglesi, ma anche per i tedeschi, che in questo libro si prendono anche loro il loro piccolo spazio, dimostrandosi non delle macchine da guerra spietate, ma degli esseri umani, dei ragazzi proprio come i loro nemici, mandati al macello dai loro governi, da generali che vedranno le trincee solo da lontano.

"Mio carissimo Sidney, mio tesoro" Non c'era scritto nient'altro. Muta carta bianca, vuota e priva di significato. Una virgola, seguita dal nulla. La morte riassunta dalla grammatica."


Non cambierei nulla di questo libro, niente: per quanto abbia fatto male, per quanto abbia anche pianto in alcuni momenti, tutto è andato come doveva andare, per quanto ingiusto e crudele possa essere. Dopo tutto, è pur sempre un romanzo storico, imita la vita e non è spesso la vita maledettamente ingiusta? Anche per questo, mi sembra giusto elencarvi i trigger warning prima di concludere: guerra, amputazioni di arti, sangue, omofobia, lutto, morte di minori, descrizione di cadaveri, shell shock, bullismo, razzismo.
 
Come avevo già detto quando l'ho letto la prima volta in inglese, consiglio e continuerò a consigliare fino allo sfinimento in Memoriam di Alice Winn: un libro che fa riflettere, che parla del passato, ma anche del presente.
Io ringrazio tantissimo la Garzanti che mi ha permesso di rileggerlo e le personcine adorabili che hanno partecipato all'evento insieme a me.



mercoledì 13 settembre 2023

La Biblioteca di Sangue e Inchiostro [REVIEW PARTY]

 


Autore: Emma Torzs
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 396
Prezzo: 21.00€



Trama: La famiglia Kalotay è da generazioni custode di una collezione di libri molto speciali: volumi rari e antichissimi, sulle cui pagine sono stati trascritti, con un inchiostro a base di erbe e sangue, incantesimi di ogni tipo. Ci sono quelli che permettono di attraversare i muri o manipolare oggetti, e quelli in grado di mettere a rischio la vita delle persone: veri e propri libri magici, che le sorelle Joanna ed Esther sono state educate a rispettare e proteggere. È stata proprio la magia, però, a separare le due ragazze: Esther ha trascorso gli ultimi anni spostandosi da un luogo all'altro, cambiando continuamente lavoro, nel disperato tentativo di evitare l'incantesimo mortale che ha ucciso sua madre. Joanna invece è rimasta sola nella grande casa di famiglia, tra i boschi del Vermont, nascosta da una barriera di scudi invisibili che le consentono di proteggere la biblioteca ma che, al tempo stesso, la condannano alla solitudine più assoluta. Fin da piccola riesce a identificare i libri magici grazie a un ronzio che sente scorrere nelle vene ogniqualvolta si trova davanti al loro inchiostro speciale, e dopo la morte del padre ha dedicato la sua intera esistenza allo studio e alla conservazione dei preziosi volumi. Le cose però prendono una piega inaspettata: nell'ultimo anno, infatti, Esther ha trovato rifugio in una piccola base di ricerca in Antartide e l'incontro con Pearl, di cui si è perdutamente innamorata, l'ha convinta a mettere radici e a sfidare la maledizione da cui per anni ha tentato di fuggire. Quando alcune macchie di sangue appaiono sulla superficie degli specchi della base di ricerca capisce che dal destino è impossibile scappare: Esther sa che qualcuno sta venendo a cercarla, mentre Joanna e la sua collezione sono in pericolo. Le due sorelle devono lottare per sopravvivere e, per farlo, sarà necessario svelare i segreti che i loro genitori hanno tenuto nascosti per tutta la vita: segreti che attraversano secoli e continenti e che potrebbero mettere in pericolo la loro stessa esistenza.


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La Biblioteca di Sangue e inchiostro (Ink Blood Sister Scribe in inglese) è uno dei titoli annunciati negli ultimi mesi che più attendevo. Romanzo d'esordio della scrittirce americana, è stato molto chiacchierato all'estero, meritandosi addirittura varie edizioni speciali e recensioni entusiaste. La sua trama, infatti, risulta subito accattivante e promette una storia fatta di magia, biblioteche, libri magici, sorellanza e tanti oscuri segreti. Un sogno per qualunque lettore, no?

La narrazione è divisa in tre punti di vista e segue le vicende di tre personaggi più o meno legati tra loro: Esther, la figlia maggiore della famiglia Kalotay; sua sorella minore Joanna e infine Nicholas, un ragazzo britannico legato alle due da una storia iniziata ben prima della loro nascita. Tutti e tre i protagonisti sono custodi di antichi segreti legati a biblioteche che custodiscono dei libri magici, libri che solo gli Scribi, persone nel cui sangue scorre la magia, possono scrivere. Come non tutti possono scriverli, così non ogni persona può leggerli: chi è in grado di farlo deve anche riuscire a "sentirli", e questi non possono essere letti innumerevoli volte, ma solo in determinati momenti e per determinate volte. Per rigenerarli è chiesto un pegno di sangue, il sangue di uno Scriba, ma non solo...
Per tutti questi motivi, ma non solo, i libri magici sono gelosamente custoditi e molti sono quelli che li bramano: tra tutti c'è la Biblioteca, un luogo simile a un castello non lontano da Londra dove vive rinchiuso Nicholas, ultimo discendente di una potente famiglia e ultimo Scriba rimasto al mondo. O almeno così crede...

Dall'altra perte dell'oceano seguiamo poi Joanna, una ragazza mite e solitaria, ultima custode dei libri di famiglia che suo padre ha collezionato per tutta una vita. Joanna vive circondata da incantesimi e da scudi che la rendono invisibile al mondo e dopo la tragica morte di suo padre è diventata un'eremita che non si fida di nessuno - neanche della sua stessa madre.
Se Joanna vive reclusa, questo non si può dire di sua sorella Esther, che ogni anno, allo stesso giorno e alla stessa ora, è costretta a cambiare vita e paese per sfuggire a una maledizione che suo padre le ha rivelato quando ha compiuto diciotto anni: se non vuole che alla sua famiglia e a se stessa accada qualcosa di brutto e terribile deve per forza continuare a scappare. Ed Esther lo fa, fino a quando qualcosa - o meglio qualcuno - la convince a smettere di farlo.

La Biblioteca di Sangue e Inchiostro è un libro che mi è piaciuto moltissimo. Mi è piaciuta l'idea alla base, i personaggi, la trama nel suo insieme. Joanna ed Esther sono due giovani donne forti, ma senza la solita manfrina della donna indipendente a cui nessuno può dire cosa fare e che è padrona della sua vita; Joanna ed Esther sono forti nel loro essere fragili, nel loro essere reali. Non compiono gesti eclatanti, non sono delle spaccone, ed è proprio per questo che mi sono piaciute.
A loro si contrappone Nicholas, l'altra faccia della stessa medaglia: anche lui, come Joanna, vive una vita fatta di solitudine; come Esher, anche lui vive all'oscuro di cose che hanno segnato la sua vita sin da piccolissimo, che lo hanno costretto a subire e fare cose orribili. Tra i tre è il più fragile, ma non per questo passivo: la sua storia è quella che mi è piaciuta di più, così come ho amato il suo rapporto di amicizia con Collins, la sua guardia del corpo.

Passando allo stile di scrittura e al romanzo in generale, posso dire che il primo mi è piaciuto molto: mai pomposo, la scrittrice si dilunga il giusto e tiene l'interesse di chi legge sempre alto. Come ho già detto, nel complesso è un buon libro, anche se ho trovato i colpi di scena quasi sempre prevedibili. Nonostante questo, però, lo consiglio davvero: un romanzo diverso dal solito, una boccata di aria fresca in un mare di titoli troppo spesso sempre uguali.

Ringrazio immensamente Mondadori libri per avermi permesso di leggerlo in anteprima e Franci per aver organizzato il Review Party.

sabato 2 settembre 2023

I Sussurri delle Ombre [REVIEW PARTY]


 

Autore: Kelly Andrew
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 324
Prezzo: 19.90 €



Trama: Delaney "Lane" Meyers-Petrov ha diciotto anni ed è sempre stata tenuta lontana dai pericoli, al sicuro, quasi fosse fatta di vetro. Ma ora ha deciso che è il momento di cambiare. È stanca di starsene in disparte a raccogliere polvere, è stanca di essere considerata e di sentirsi fragile solo perché sorda. Il vetro, dopotutto, si crepa con estrema facilità, è vero, ma può resistere a una pressione immensa. Quindi anche per lei è arrivato il momento di sondare i suoi limiti, non importa se facendolo si procurerà qualche incrinatura. Così, dopo essere stata accettata alla Howe University, nella facoltà di Godbole, prestigiosa ma controversa, perché calamita per i cultori delle discipline occulte, Lane pensa sia finalmente arrivata l'occasione di dimostrare a se stessa e agli altri il suo valore. Di definirsi, per una volta, per le sue capacità e non per la sua sordità o per la paura delle ombre che, fin da bambina, la cercano insistentemente. Il semestre, però, non inizia col piede giusto visto che la prima persona che incontra, Colton Price, è tutto tranne che una persona gentile e ragionevole. Tuttavia, anche se Lane ancora non può saperlo, dietro l'aria strafottente che sfodera ogni volta che la incontra, in realtà il ragazzo è irresistibilmente e visceralmente attratto da lei, sebbene gli sia stato espressamente vietato di frequentare la "ragazza che sente le voci delle ombre". Quando uno studente viene trovato morto, però, Lane e Colton si alleano per scoprire cosa è realmente accaduto. Questo li porterà a scoprire segreti sepolti da anni e ad affrontare un potere antico e senza nome, un nemico che minaccia di distruggere loro e il loro sodalizio proibito.



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Uscito in italia qualche giorno fa per Mondadori, che ringrazio per averci permesso di fare l'evento e per la copia in anteprima, I Sussurri delle Ombre di Kelly Andrew è un romanzo che si pone tra il dark academia e il gotico - horror.
Durante tutta la narrazione seguiamo le vicende dal punto di vista dei due protagonisi: Delaney, una giovane ragazza rimasta sorda dopo una grave malattia che l'ha colpita da bambina e che le ha lasciato il dono di riuscire a vedere le ombre che si celano nel mondo, e Colton, un ragazzo taciturno e pieno di segreti unito a Delaney da un passato oscuro.
I due si incontrano - o meglio incontrano nuovamente - all'università Godbole, un istituto magico dove gli studenti imparano a oltrepassare il velo tra i mondi e viaggiare da una realtà parallela all'altra - una sorta di multiverso, ecco - per scoprirne i segreti e le differenze che la distinguono dalla nostra.
Delaney non ricorda Colton, ma Colton ricorda lei, la bambina che lo ha riportato in vita dopo che lui, insieme al fratello maggiore, è precipitato in un lago ghiacciato. Per questo i due dovrebbero stare il più lontanto possibile l'uno dall'altra, ma quando alcuni studenti iniziano a scomparire e ad essere uccisi, Delaney viene immischiata suo malgrado in una situaziona alla quale non si può sottrarre e che la porterà a collaborare fianco a fianco con Colton Price.

Il romanzo di Kelly Andrew ha, almeno sulla carta, tutte le caratteristiche per essere un ottimo romanzo: una scuola di magia e occulto, una società segreta, ombre e demoni che si aggirano per il mondo, oltre che una protagonista non udente. Putroppo, è proprio dalla protagonista che il libro inizia a perdere colpi: per quasi tutto il romanzo si continua a sottolineare quanto Delaney sia fragile, fragile come il vetro, come il cristallo, semplicemente fragile; poche volte sono riuscita a ritrovarmi in lei, ad empatizzare, così come ho trovato sprecati i personaggi secondari, che spuntano solo all'occorrenza, come una sorta di deus ex machina della storia. Per il resto, rimangono in secondo piano e poco - se non per nulla - approfonditi.
Anche la Godbole rimane molto sullo sfondo, così come sullo sfondo rimangono tutte le nozioni che Delaney apprende nel corso del libro: come vengono scelti gli studenti, secondo quale criterio? Il mondo sa che questa scuola esiste, cosa si studia al suo interno o come si apprende esattamente la capacità di viaggiare tra i mondi paralleli? Tutto mi è sembrato molto approssimativo. Un vero peccato.

Come probabilmente avrete capito, questo libro non mi ha fatto impazzire: in parte è stato prevedibile nei suoi colpi di scena e nel suo andamento generale, in parte mi ha annoiato per il suo andamento e la sua superficialità su alcune tematiche. Non c'è stato un colpo di scena che mi abbia davvero stupito, così come non c'è stato un personaggio a cui mi sono affezionata.
Con questo non voglio dire che sia un brutto libro o che non ci siano aspetti positivi: ho apprezzato l'aver finalmente rappresentato una protagonista con disabilità e quindi aver trattato ciò che questo comporta; così come mi è piaciuto lo stile di scrittura. Nel suo complesso direi che è un libro nella media, non indimenticabile, ma neanche da condannare.

Io ringrazio ancora una volta Mondadori per avermi dato l'occasione di parlarvene e Franci di Coffee&Books per aver organizzato il Review Party.



venerdì 28 luglio 2023

I Chiostri di New York [RECENSIONE]

 


Autore:
Katy Hays

Casa Editrice: Rizzoli
Pagine: 349
Prezzo: 18.00 €


Trama: Per Ann Stilwell passare l'estate a lavorare per il Metropolitan Museum of Art di New York è un sogno che si avvera. Ma il destino scompagina i suoi piani quando per un disguido si vede assegnata a una sede distaccata del il Cloisters, una serie labirintica di chiostri spagnoli ricostruiti lungo le rive dell'Hudson, rinomato per la sua collezione di arte medievale e per un giardino ricco di piante medicinali. La giovane studentessa trova ad accoglierla Patrick Roland, l'eccentrico direttore del museo, e Rachel Mondray, la sua magnetica e ricchissima assistente. Da subito i due la coinvolgono nelle loro ricerche sulla storia della divinazione, e Ann sembra disposta a tutto pur di entrare nelle loro grazie. Ma tra gli incunaboli della biblioteca, mentre la curiosità accademica muta pian piano in ossessione, Ann scoprirà qualcosa capace di incrinare gli un mazzo di tarocchi italiani risalente al Quattrocento, da secoli ritenuto perduto, in grado, secondo Patrick, di aprire una visione sul futuro a chi sa leggerlo. Mentre segreti e mire personali trascinano i tre studiosi in un gioco mortale di seduzioni e prevaricazione, Ann dovrà fare una credere in un destino già scritto o diventarne l'unica artefice. Tra relazioni tossiche, arcani maggiori e codici miniati, Katy Hays mette in moto un meccanismo letterario spietato; un esordio brillante che racconta il lato oscuro della nostra fame di conoscenza, in una New York sospesa tra modernità e occulto.

 

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"A volte non sappiamo di cosa sono capaci le persone. A volte non sappiamo nemmeno di cosa siamo capaci noi"


I Chiostri di New York è un romanzo dark academia ambientato a New York, precisamente al Cloisters (che è anche il nome originale del libro), un distaccamento del più famoso MeT dove la protagonista, Ann, viene assunta come stagista estiva. Ann è una ragazza che passa inosservata, che ama le lingue e l'Arte, che sogna la grande metropoli così da poter fuggire una volta per tutte da Walla Walla, la sua città natale, oltre che dal suo passato e dai suoi segreti. Al Cloister conosce Rachel, anche lei tirocinante presso il museo di storia medioevale di Manhattan: Rachel è ricca, bellissima, ha tutto quello che vuole, e il suo fascino ben presto cattura anche Ann; le due diventano amiche, ma ben presto Rachel inizia a inserisi sempre di più nella vita della giovane stagista, instaurando con lei una relazione morbosa che rasenta la follia e la dipendenza. E sarà proprio Rachel che le farà scoprire il mondo dei tarocchi rinascimentali, lo studio su cui sta lavorando insieme a Patrick, il curatore del museo. Lo studio dei tarocchi è fatto di misticismo, di credenze popolari, di occulto e di carte che ti prevedono il destino. Un destino a cui nessuno di loro può sottrarsi, che è già scritto e che metterà sul loro cammino tradimenti, segreti e morte.


"E se la nostra vita e anche la nostra morte fossero già state scritte? Se un lancio di dadi o una mano di carte potesse svelare il finale, vorreste sapere? La vita può essere così labile, così inquietante?"

 

Il romanzo di Katy Hays inizia lentamente: ci immergiamo piano piano nel mondo del Cloisters, nella sua arte antica e misteriosa; poco a poco conosciamo Ann, conosciamo Rachel e Leo, assistendo al nascere e crescere delle relazioni che nascono tra di loro. E' solo nella seconda parte che il libro inizia davvero ad ingranare, ottenendo un ritmo incalzante e serrato. Tutti i nodi vengono al pettine, e se alcune cose sono state abbastanza prevedibili, altre mi hanno stupito non poco.

Punto forte del libro sono sicuramente i personaggi: Ann è un personaggio ambiguo, pieno di segreti che solo alla fine scopriamo; man mano che il romanzo va avanti il suo modo di pensare e agire cambia, trasformandola in un personaggio che farebbe di tutto per ottenere quello che vuole. Anche Rachel, per quanto sia una ragazza orribile, mi è piaciuta molto, così come Leo, il giovane giardiniere del Cloisters con cui Ann inizia una relazione. Il modo in cui la Hays li ha elineati e fatti evolvere è magistrale: una triade eccezionale!

Piccolissimo appunto/curiosità: sebbene in questo romanzo l'autrice sostenga che non esista in alcun museo o collezione privata un mazzo di tarocchi completo risalente al Rinascimento, è bene precisare che così non è, anzi: alla Pinacoteca di Brera, a Milano, è conservato il mazzo di tarocchi completo più antico di tutti. Risale al 1463 ed è stato commissionato dal Duca Francesco Sforza. A realizzarlo è stato Bonifacio Bembo, che lo suddivise in 78 elementi: 22 trionfi e 56 carte che comprendono i quattro semi tradizionali italiani. Il mazzo si chiama Sola-Busca, dal nome degli ultimi proprietari che hanno poi venduto nel 2009 lo stesso alla Pinacoteca. Se siete curiosi di saperne di più, andate a dare un'occhiata al sito di Brera o cercate il mazzo di tarocchi in giro per internet.

Tornando (e concludendo) la recensione de Chiostri di New York, posso dire che, sviste a parte, è un romanzo valido, un ottimo dark academia ambientato nel mondo dell'arte. Mi è piaciuto come questo mondo elitario viene descritto, davvero realistico. Se vi piace questo genere ve lo consiglio assolutamente: l'ho letto in pochissimo tempo e non mi ha mai annoiata! Ringrazio tantissimo la CE per avermi permesso di leggerlo e per la copia gentilmente inviata.

mercoledì 14 giugno 2023

Le Bugie della nostra vita [REVIEW PARTY]

 



Autore: Mikita Franko
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 300
Prezzo: 19.00 €


Trama: Mikita ha solo cinque anni quando muore la sua mamma. Da quel momento, va a stare dallo zio Slava, nella casa in cui il giovane abita insieme al compagno, Lev. La convivenza non parte col piede giusto, ma piano piano i tre diventano una vera famiglia. I problemi cominciano con l'inizio delle scuole elementari, perché per nessun motivo Miki dovrà raccontare il loro segreto. Nessuno dovrà mai sapere che è stato cresciuto da una coppia gay. Nella Russia di Putin, infatti, la diffusione di questo dettaglio metterebbe a rischio il loro nucleo famigliare. A lungo andare, però, questa girandola di bugie travolge Miki portandogli via la spensieratezza. Crescendo, diventa un adolescente rabbioso, aggressivo, cade in depressione. Quando poi si rende conto di essere attratto dai ragazzi, gli sembra di vivere un incubo: sta diventando la prova vivente di quanto sostiene la propaganda del regime, ovvero che le coppie omosessuali crescono figli omosessuali. Ci vorrà tempo, e tanti fallimentari tentativi di innamorarsi delle ragazze, prima che Mikita faccia pace con se stesso e con la propria sessualità… "Le bugie della nostra vita" è un romanzo intenso che punta dritto al cuore raccontando senza ipocrisie una storia estremamente attuale con uno stile fresco e brillante che regalerà al lettore non poche risate.


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Le Bugie della nostra vita è il romanzo debutto del giovane Mikita Franko, autore transgender nato in Kazakistan e trasferitosi successsivamente in Russia. Comparso per la prima volta a puntate sul blog online dello scrittore, è stato successivamente notato dalla CE russa Popcorn Books, che lo ha pubblicato e fatto conoscere sia in patria che all'estero, tradurre in vari paesi tra cui ora anche l'Italia grazie a Mondadori.
Protagonista del romanzo è Miki, che conosciamo dall'infanzia e seguiamo fino agli anni dell'adolescenza: a cinque anni perde la madre, stroncata da un cancro, e in mancanza di un padre che si occupi di lui va a vivere suo zio Slava, un giovane uomo che ama la musica, il teatro e ha sempre un sorriso da regalare a tutti. Con Slava vive anche Lev, il suo compagno, l'uomo che gli altri ritengono essere un semplice coinquilino; la verità, però, è ben diversa e deve a tutti i costri essere taciuta. 

Per questo motivo sin da piccolissimo Miki inizia a raccontare bugie sulla sua famiglia, su quel secondo padre che deve a tutti i costri restare segreto: in Russia, infatti, la propaganda contro le famiglie arcobaleno e la comunità LGBTQ+ si fa sempre più spietata e se si venisse a scoprire che Slava è gay e sta crescendo Miki con il suo compagno quest'ultimo verrebbe portato via dai servizi sociali e affidato a un'altra famiglia.
Man mano che le pagine scorrono e passano gli anni il tono del romanzo cambia, passando da spensierato a cupo: i segreti si fanno sempre più pesanti e difficili da accettare per Miki, che non può mai davvero essere sè stesso con gli altri, con i suoi amici, con le persone che incontra. Un esempio sono i suoi compleanni, quando i suoi amici di scuola si riuniscono a casa sua per festeggiare e le foto di Lev devono sparire dalle mensole del salotto, così come ogni piccolo dettaglio che potrebbe far sorgere dei dubbi sulla loro famiglia. Tutta questa pressione, tutte queste bugie diventano sempre più insopportabili, e alla soglia dell'adolescenza il libro Miki inizia ad avere attacchi di asma, di panico, ad essere violento e odiare non solo Slava e Lev, ma anche se stesso, quella parte di sè che sta inizia a sussurrargli che forse anche lui, come i loro padri, è attratto dagli uomi e che, alla fine, la propaganda russa ha ragione: i genitori omossessuali crescono figli omosessuali.


"Crescendo e addentrandomi sempre più nell'infosfera, ho letto molte teorie secondo cui i genitori dello stesso sesso non sarebbero buoni genitori, ma tutte quelle teorie cozzavano con i miei ricordi; cozzavano con quanto amato, voluto e importante mi fossi sentito nella mia famiglia"


La percezione della comunità queer in Russia, della propaganda del regime e di come questa viene accolta dal popolo è certamente al centro del libro: per tutto il tempo, da quando Miki è piccolissimo fino alla fine, all'estrema decisione che la loro famiglia deve prendere, si percepisce un clima molto pesante, in cui chi è considerato "diverso" deve nascondersi e provare vergogna. Al contrario, il machismo, l'essere violento, bullizzare il prossimo viene visto in modo positivo, qualcosa che accresce l'uomo e lo fa diventare esempio di perfezione maschile. Questo atteggiamento condiviso porta Miki a sentirsi sempre più escluso, a far nascere in lui una rabbia incontrollata verso i suoi padri e sé stesso.
Franko è riuscito benissimo a snocciolare questo tema alquanto delicato, un tema che lo ha visto protagonista in prima persona; d'altra parte, però, si nota come Le Bugie della nostra vita sia il suo primo romanzo, un romanzo nato non per essere tale, ma per essere fruito nel web.

Leggendo - e rileggendo - alcune parti si nota come il libro abbia avuto una stesura debole, perchè molte cose, specialmente nella seconda parte del libro, diventano confusionarie, non portano da nessuna parte e risultano alquanto frettolose. In alcuni momenti mi è sembrato quasi che nessuno avesse controllato nulla, ma che al contrario il romanzo fosse stato pubblicato senza l'aiuto di un correttore di bozze. Spero che questo aspetto venga migliorato nel secondo libro di questa serie, La Finestra sul cortile, e soprattutto che Mondadori continui la storia di Miki e della sua famiglia.

Le Bugie della nostra vita è un libro che mi sento di consigliare, non solo per i temi che tratta, ma anche perchè è un titolo valido, con uno stile asciutto e perfetto soprattutto per i più giovani.
Io ringrazio tantissimo la Mondadori per avermi permesso di leggerlo in anteprima e Franci per aver organizzato l'evento.

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