Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 396
La narrazione è divisa in tre punti di vista e segue le vicende di tre personaggi più o meno legati tra loro: Esther, la figlia maggiore della famiglia Kalotay; sua sorella minore Joanna e infine Nicholas, un ragazzo britannico legato alle due da una storia iniziata ben prima della loro nascita. Tutti e tre i protagonisti sono custodi di antichi segreti legati a biblioteche che custodiscono dei libri magici, libri che solo gli Scribi, persone nel cui sangue scorre la magia, possono scrivere. Come non tutti possono scriverli, così non ogni persona può leggerli: chi è in grado di farlo deve anche riuscire a "sentirli", e questi non possono essere letti innumerevoli volte, ma solo in determinati momenti e per determinate volte. Per rigenerarli è chiesto un pegno di sangue, il sangue di uno Scriba, ma non solo...
Per tutti questi motivi, ma non solo, i libri magici sono gelosamente custoditi e molti sono quelli che li bramano: tra tutti c'è la Biblioteca, un luogo simile a un castello non lontano da Londra dove vive rinchiuso Nicholas, ultimo discendente di una potente famiglia e ultimo Scriba rimasto al mondo. O almeno così crede...
Dall'altra perte dell'oceano seguiamo poi Joanna, una ragazza mite e solitaria, ultima custode dei libri di famiglia che suo padre ha collezionato per tutta una vita. Joanna vive circondata da incantesimi e da scudi che la rendono invisibile al mondo e dopo la tragica morte di suo padre è diventata un'eremita che non si fida di nessuno - neanche della sua stessa madre.
Se Joanna vive reclusa, questo non si può dire di sua sorella Esther, che ogni anno, allo stesso giorno e alla stessa ora, è costretta a cambiare vita e paese per sfuggire a una maledizione che suo padre le ha rivelato quando ha compiuto diciotto anni: se non vuole che alla sua famiglia e a se stessa accada qualcosa di brutto e terribile deve per forza continuare a scappare. Ed Esther lo fa, fino a quando qualcosa - o meglio qualcuno - la convince a smettere di farlo.
La Biblioteca di Sangue e Inchiostro è un libro che mi è piaciuto moltissimo. Mi è piaciuta l'idea alla base, i personaggi, la trama nel suo insieme. Joanna ed Esther sono due giovani donne forti, ma senza la solita manfrina della donna indipendente a cui nessuno può dire cosa fare e che è padrona della sua vita; Joanna ed Esther sono forti nel loro essere fragili, nel loro essere reali. Non compiono gesti eclatanti, non sono delle spaccone, ed è proprio per questo che mi sono piaciute.
A loro si contrappone Nicholas, l'altra faccia della stessa medaglia: anche lui, come Joanna, vive una vita fatta di solitudine; come Esher, anche lui vive all'oscuro di cose che hanno segnato la sua vita sin da piccolissimo, che lo hanno costretto a subire e fare cose orribili. Tra i tre è il più fragile, ma non per questo passivo: la sua storia è quella che mi è piaciuta di più, così come ho amato il suo rapporto di amicizia con Collins, la sua guardia del corpo.
Passando allo stile di scrittura e al romanzo in generale, posso dire che il primo mi è piaciuto molto: mai pomposo, la scrittrice si dilunga il giusto e tiene l'interesse di chi legge sempre alto. Come ho già detto, nel complesso è un buon libro, anche se ho trovato i colpi di scena quasi sempre prevedibili. Nonostante questo, però, lo consiglio davvero: un romanzo diverso dal solito, una boccata di aria fresca in un mare di titoli troppo spesso sempre uguali.
Ringrazio immensamente Mondadori libri per avermi permesso di leggerlo in anteprima e Franci per aver organizzato il Review Party.







