mercoledì 28 ottobre 2026

Hungerstone [RECENSIONE UK]

 


Autore: Kate Dunn
Casa Editrice: Manilla Press
Pagine: 382
Prezzo: 9.99£


Trama: For what do you hunger . . .?

Lenore is the wife of steel magnate Henry, but ten years into their marriage the relationship has soured, and no child has arrived to fill the distance growing between them. Henry's ambitions take them from London to Sheffield, and with his success hinged on a hunt, an old tradition looms over the home; the hunt is a time to settle old scores. If a bullet finds a human home, then it is only that they were foolish to become prey. In the weeks leading up to the hunt, a carriage accident near their remote home brings the mysterious Carmilla into Lenore's life. Carmilla, who is weak and pale during the day but vibrant at night, Carmilla who will not eat meals with the family, Carmilla who stirs up a hunger deep within Lenore. Soon girls from local villages begin to fall sick before being consumed by a terrible hunger . . .
 
 
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"Disappointment tell us what we truly want. And to want is to be alive"


Hungerstone si presenta come un retelling di Carmilla, romanzo breve ottocentesco di Le Fanu e, si dice, ispirazione per il più celebre Dracula. Protagonista è Lenore, donna benestante e aristocratica rimasta orfana da bambina, nonché moglie trofeo di un uomo pieno di segreti. La sua vita cambia quando il marito decide di trasferirsi in una sontuosa ma decadente tenuta di campagna, ma soprattutto quando, sulla via che la conduce alla sua nuova dimora, incontra Carmilla.
Carmilla è una giovane misteriosa, anche lei vittima, come lo è stata Lenore da bambina, di un incidente in carrozza: anche per questo, ma non solo, la donna è subito attratta da lei e tra le due si instaura un legamente che sfocia presto in ossessione.

Da sinossi questo romanzo aveva tutti i presupposti per essere una grande lettura, specialmente dal punto di vista della figura di Carmilla, che nel romanzo originale rimane a mio avviso un personaggio sfocato e poco caratterizzato. Putroppo, ho trovato anche nel libro della Dunn un personaggio bislacco, mal caratterizzato, che interagisce con Lenore solo per esigenze di trama, per arrivare a un fine che, onestamente, poteva essere raggiunto anche senza la sua presenza. Se Lenore si prende la scena con la sua rabbia sempre più crescente man mano che passano i capitoli, dall'altro la sua relazione con Carmilla non va da nessuna parte, anzi ho trovato il loro "amore" (non è questa la parola che utilizzerei, perchè come suddetto ho trovato che la loro sia più una ossessione a tratti malsana che altro) per nulla convincente e abbastanza forzato. Un vero peccato, un'occasione sprecato sia per dare a Carmilla un ruolo più deciso, ma anche per creare una relazione queer come si deve - a questo punto, mi domando se l'inserimento di questo rapporto saffico sia stato messo più per fare il solito compitino e acchiappare lettori con il tag "queer" che per altro.

"To be a woman is a horror I can little comprehend"

Bello, invece, lo stile di scrittura e il contesto storico; allo stesso tempo, mi sono piaciute le tematiche femministe, come Lenore ha saputo scoprire la sua "fame" e vendicarsi su coloro che le hanno fatto un torto. Nel complesso, quindi, non è un libro che mi sento di bocciare, ma neanche di promuovere a pieni voti. Mi dispiace solo per il potenziale non sfruttato, perchè questo romanzo, Carmilla stessa, aveva un grande potenziale che, non so se per pigrizia o che altro, è stato totalmente ignorato.  

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