martedì 11 agosto 2020

MONSTRESS [RECENSIONE]

 

 

"Per citare il poeta... Siamo fottuti!"

 
TITOLO: Monstress
AUTORE: Marjorie Liu & Sana Takeda
PAGINE: 20
EDITORE: Mondadori
PREZZO:19€



Grazie alla OscarVault, che mi ha gentilmente inviato una copia, sono riuscita dopo tanti mesi a leggere questa graphic novel tanto chiacchierata e apprezzata dalla critica.
Ambientata in un universo alternativo che fonde temi asiatico-giapponesi a quelli dello steampunk, Monstress si presenta sin da subito come una graphic novel oscura, cruda ed estremamente complessa.
Nel mondo qui creato, infatti, convivono loro malgrado gli Umani, mortali raramente dotati di poteri magici e gli Arcani, mezzosangue risultato dell'unione dei primi con gli Antichi, esseri immortali e potenti da cui hanno ereditato caratteristiche sovraumane e poteri speciali.
Una di questi arcani è la nostra protagonista, Maika, un'orfana ridotta in schiavitù in cerca di vendetta per l'assassinio di sua madre, avvenuto sette anni prima dell'inizio delle vicende; dentro di lei, oltre che a crescere la sete di la vendetta e di sangue, si nasconde anche un mostro, una forza antica capace di distruggere e prosciugare la vita di coloro che lo circondano. Ed è proprio questo suo potere che attirerà l'attenzione di molte fazioni nemiche, che nel corso dei capitoli le daranno la caccia e tenteranno più volte di ucciderla...

Monstress è sin da subito cruda e violenta, non risparmia i dettagli e quasi mai lascia spazio alla pietà; allo stesso tempo, però, è molto più che sangue e tortura: il mondo e la storia presentati sono complessi, le tribù e le popolazioni sono svariate, ognuna con le sue caratteristiche e i suoi usi e costumi. C'è moltissimo potenziale, anzi forse alle volte fin troppo potenziale, visto le moltissime informazioni che sin da subito ci vengono date e che, confesso, spesso mi hanno confuso o fatto rallentare la lettura per riuscire ad assimilarle al meglio. I colpi di scena, però, non mancano mai e soprendono sempre fino all'ultima pagina!

Ma passiamo adesso ai disegni: le tavole sono pazzesche, curate nei minimi dettagli e lo stile, più americano che giapponese, è minuzioso, così come splendidi sono i colori usati per esaltare l'ambiente e le scene presentate. Niente da dire da questo punto di vista: promosso a pieni voti.

Continuerò sicuramente la lettura, non solo per scoprire cosa succederà a Maika, ma anche perchè mi sono affezionata sia a lei che a Kippa e Master Ren, perfetti personaggi secondari e spalle della nostra eroina - sempre che la si possa definire così.

P.s. Gli intermezzi con le lezioni del Professor Tam Tam, oltre a essere molto utili, sono anche geniali e super cute! Ma avendo protagonisti dei gatti non ci si poteva aspettare altro.
 

3.5/5🌟

sabato 1 giugno 2019

Tosca dei boschi [RECENSIONE]






TITOLO: Tosca dei Boschi
AUTORE: Teresa Radice e Stefano Turconi
PAGINE: 160
EDITORE: Bao Publishing
PREZZO:19€
 

 «Ma non c'è da scherzare con le storie, sai?
Sono cose potenti... Cose che possono dare una svolta a una vita intera.»



Pubblicato nel Novembre 2018 dalla Bao Publishing, Tosca dei Boschi è l'ultima fatica della coppia Radice/Turconi, di cui ho precedentemente letto e apprezzato "Non stancarti di Andare" opera corale che mette a confronto, sullo sfondo di tematiche delicate come la guerra in Siria, non solo diversi modi di essere e vivere, ma anche diverse generazioni.
Proprio come "Non stancarti di andare" anche "Tosca dei boschi" si è rivelato un lavoro valido e unico nel suo genere.
Ambientato nell'italia del '300, la storia si svolge a Castelguelfo, sede del duca Fieramosca, e vede come protagonisti la figlia di lui, Lucilla, la ribelle e intraprendente Tosca e suo fratello Rinaldo. Questi ultimi due sono orfani e, loro malgrado, vivono alla giornata e si procurano da vivere destraggiandosi tra ballate cantate nelle corti e piccoli furtarelli.
Punto forte di questa storia sono, a mio avviso, proprio i personaggi: coraggiosi, forti, scaltri quando la situazione lo richiede, ma sempre fedeli al loro tempo e alle usanze che questo richiede.
Tutti e tre cambiano moltissimo nel corso della storia, vengono messi alla prova di pagina in pagina, affrontando loro malgrado complotti di potere e segreti in gradi di cambiare per sempre le loro vite.
La storia, infatti, non manca di sorprese e colpi di scena, e ogni cosa è curata nei minimi dettagli.
I rimandi alla cultura del tempo sono un'altra chicca che non può passare inosservata: passando da Dante a Petrarca, fino a San Francesco, sono moltissime le citazioni legate alla cultura letteraria italiana. Una cosa, questa, che ho apprezzato tantissimo.
E cosa dire dei disegni? Semplicemente splendidi! Ogni tavola, ogni pagina, ogni singolo particolare è un capolavoro: Stefano Turconi ha sapientemente catturato con il suo tratto sempre distintivo i costumi del tempo, l'architettura, i paesaggi selvaggi e allo stesso tempo bucolici.
Questi, legati con maestria e sapienza ai dialoghi creati da Teresa Radice, danno vita a una graphic novel adatta a tutti i generi e a tutte le età.


Come già successo con "Non stancarti di andare", anche "Tosca dei boschi" mi è entrata nel cuore e credo che ci resterà per molto tempo. Consiglitatissima agli amanti della Storia, di Dante e Petrarca o, semplicemente, a chiunque voglia leggere una storia diversa dal solito. Una storia che, aggiungo, consiglio di far leggere anche ai più piccini.


5/5🌟

venerdì 26 aprile 2019

Legendary (Legend) [RECENSIONE]

«Only those who persevere can find their true ending.»


TITOLO: Legendary / Legend
AUTORE: Stephanie Garber
PAGINE:
432 pg (Edizione UK) - 480 pagine (Edizione Italiana)
EDITORE: Hodder & Stoughton - Rizzoli
PREZZO: 14,99£ (hardback) - 18€




Legendary, o Legend nella versione in italiano edita Rizzoli, è il secondo libro della trilogia di Caraval. Seconda fatica di Stephanie Garber, che vedrà la sua conclusione in America e UK tra pochi giorni (7 Maggio nda) con Finale, Legendary per me è stato senza ombra di dubbio degno seguito e una piacevole lettura.
Tra le sue pagine, infatti, c'è tutto quello che speravo di trovare: magia, mistero, storie affascinanti, illusioni e domande alle risposte che il primo libro aveva lasciato in sospeso.


Narrato in prima persona proprio come il precedente, il romanzo ci mostra questa volta le vicende da un secondo punto di vista: quello di Donatella, sorella minore di Scarlett, protagonista indiscussa di Caraval.
Donatella è stata a mio avviso un'ottima voce narrante e, seppur mi sia mancata molto Scarlett, la mancanza di quest'ultima mi ha dato modo di conoscere e apprezzare la minore della sorelle che, confesso, in Caraval non mi aveva colpito molto, anzi.
Altro punto forte di questo romanzo è sicuramente il il world building che, in questo libro, è molto meglio sviluppato: lasciata l'isola di Caraval, scopriamo finalmente altro del mondo creato dalla Garber, prima tra tutte la città di Valenda, capitale del regno dove avrà luogo un nuovo Caraval in onore del compleanno della regina Elantine.
Valenda è una città antica, un tempo governata dai Fati, esseri simili agli dei e proprio come loro adorati e temuti allo stesso tempo. Esiliati, ma mai dimenticati, saranno proprio loro a giocare un ruolo chiave in questa seconda parte della storia. Un gioco, questo, molto spesso pericoloso e da cui sarà impossibile sottrarsi.
Attraverso una scrittura che definirei quasi poetica, la Garber è riuscita a trasmettermi i suoni, i profumi, l'aria di mistero e antichità che pervade questa città: dal distretto dei Templi, al quartiere delle Spezie, fino al palazzo reale, ogni parte della città mi ha affascinato a modo suo.

Attraverso una scrittura che definirei quasi poetica, la Garber è riuscita a trasmettermi i suoni, i profumi, l'aria di mistero e antichità che pervade questa città: dal distretto dei Templi, al quartiere delle Spezie, fino al palazzo reale, ogni parte della città mi ha affascinato a modo suo.


«Every good story needs a villain. But the best villains are the ones you secretly like.»


Unica pecca e dettaglio piuttosto rilevante che purtroppo non mi ha stupito e che, anzi, avevo intuito già dalla metà del libro se non prima, è stata l'identità di Legend: per quanto sia soddisfatta da questa rivelazione, mi è mancato l'effetto sorpresa, un colpo di scena finale. Le mie deduzioni si sono semplicemente rivelate giuste e quindi questo ha intaccato lievemente il finale che, in ogni caso, rimane valido.
Menzione speciale va al personaggio di Jacks, nuova entrata in scena di questo libro, che è stato fino alla fine sia affascinante che inquietante. Davvero un'ottima caratterizzazione di un personaggio.

Ora aspetto con impazienza il seguito, nella speranza che la Garber ci ridia anche il punto di vista di Scarlett, anche lei alle prese in questo libro con sotterfugi e decisioni che potrebbero cambiarle totalmente la vita.
Finale si dimistrerà un'ottima conclusione per questa trilgia d'esordio? Io lo spero vivamente.



«Most people give up at the part of the story where things are the worst, where the situation feels hopeless. But that's when hope is needed most.»

 
4/5🌟



giovedì 4 aprile 2019

The Near Witch [RECENSIONE]

«The wind is lonely, love, and always looking for company.»

 
TITOLO: The Near Witch
AUTORE
: Victoria Schwab
PAGINE
: 354
EDITORE
: Titan Books
PREZZO
: 16,99£ (hardback)



«Long, long ago, the Near Witch lived in a small house on the farthest edge of the village, and she used to sing the hills to sleep».



Romanzo di debutto di Victoria Schwab, The Near Witch è stato riportato tra gli scaffali delle librerie dopo otto anni dalla sua prima pubblicazione con una nuova, elegante veste e dei contenuti extra che gli conferiscono una nuova vita.
Leggendolo è difficile asserire che questo sia iprimo, vero romanzo pubblicato dall'autrice, poiché la scrittura, con le sue minuziose ed eteree descrizioni, lasciano pensare più a uno scrittore navigato, qualcuno che ha già venduto milioni di copie.
Ma di cosa parla questo romanzo? The Near Witch puo' essere descritta come una storia nella storia, poiché le vicende legate a questa leggendaria strega sono proprio questo nel piccolo villaggio di Near: delle storie raccontata per spaventare i bambini.
E sono proprio i bambini i protagonisti di questa misteriosa vicenda, gli stessi che cantano spensierati canzoni su questa strega nella piazza della città: uno dopo l'altro, misteriosamente e nel cuore della notte, i piccoli abitanti di Near iniziano a scomparire senza lasciare traccia. Durante la notte del primo rapimento, pero', avviene un altro inusuale avvenimento: un estraneo, un ragazzo che sembra avere il potere di svanire come fumo, nel vento che accarezza la brughiera, arriva a Near.
Nella città, infatti, non ci sono estranei, tutti si conoscono e si affidano al Concilio e al Protettore affinché vengano protetti dall'esterno, dagli estranei e da tutto cio' che è ignoto.
Da qui in poi la vicenda si farà sempre più fitta e misteriosa: bambini continueranno a scomparire, gli abitanti di Near inizieranno a dare la caccia al giovane misterioso e storie che si credevano essere solo leggende e racconti narrati per spaventare i bambini riveleranno segreti oscuri e verità nascoste da tempo.

Ho adorato le atmosfere descritte in questo romanzo, iniziando dalla brughiera accarezzata dal vento che circonda il villaggio, continuando con le piccole stradine di Near, fino ai dettagli spesso inquietanti legati alla foresta e ai suoi alberi. Tutto è meticolosamente tratteggiato, tanto da farti quasi percepire il rumore del vento tra i prati, il profumo della pioggia e del legno, i suoni della foresta.
Altro aspetto particolare, che di solito non apprezzo in un romanzo, è quello di non rivelare mai in che momento ci troviamo, dove esattamente si trova Near; non sappiamo neanche l'età precisa della protagonista, ma alla fine tutto questo non è importante. Near è un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, così come lo sono i suoi abitanti e per me questo è stato un gran punto di forza ed è servito a farmi immergere ancor di più nelle vicende. 


«Funny how when we start to tell a secret, we can’t stop. Something falls open in us, and the sheer momentum of letting go pushes us on»


Parlando dei personaggi, ho apprezzato moltissimo Lexi, la protagonista di questa storia: è una giovane ragazza indipendente e scaltra, che cerca la verità ed è pronta a spingersi oltre i suoi limiti per trovarla; è anche una figlia devota, una sorella affettuosa e, come tutti noi, ha dei difetti e non è invincibile. Lexi, infatti, è impulsiva e commette sbagli, ed è questo che la rende ancor più umana e "gradevole" agli occhi del lettore.
Mi è piaciuto molto anche Cole, il misterioso ragazzo dal passato oscuro giunto a Near in una notte di vento: Cole custodisce segreti oscuri, verità difficili da raccontare. Anche lui, come Lexi, non è perfetto e ha tanti timori e paure che lo rendono fragile e umano.
Personaggi di cui, invece, mi sarebbe piaciuto leggere molto di più e che, a mio avviso, hanno avuto un potenziale non sfruttato, sono state le sorelle Magda e Dreska, le streghe buone che vivino all'estremo confine del villaggio: come detto, entrambe sono streghe, ma i loro poteri non ci vengono mai mostrati davvero, così come non ci viene narrato il loro passato ricco di segreti e domande a cui non viene mai data una vera risposta. Un vero peccato!

«Fear is a strange thing. It has the power to make people close their eye, turn away. Nothing good grows out of fear».


Concludo parlando di un tema centrale di questo romanzo: la paura del diverso. Buffo come, negli otto anni passati dalla prima pubblicazione di questo romanzo a oggi, questo tema sia diventato così attuale non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo occidentale.
La città di Near non vede di buon'occhio gli estranei, non si fida di loro, li condanna senza neanche dar loro il beneficio del dubbio. Dita vengono puntate, parole crudeli vengono pronunciate, fomentate dalla paura per quello che non si conosce.
Victoria Schwab ha, secondo il mio modesto e personalissimo parere, trattato questo tema molto bene: non lo ha calcato troppo, ma non lo ha neanche trattato con leggerezza. Ogni cosa risulta credibile, persino le pagine finali, dopo che tutto è stato risolto in un modo o in un altro, ci mostrano reazioni da ambo i lati che sono semplicemente umane e realistiche.

Anche questa volta Victoria Schwab non mi ha deluso, anzi ha confermato la mia l'ammirazione nei suoi confronti e l'amore per i suoi romanzi, sempre in grado di catturarmi e tenermi incollata dall'inizio alla fine alle pagine.
Proprio come Vicious e la trilogia di Shades of Magic, consiglio senza ombra di dubbio questo libro.


«The wind on the moors is a'singing to me...»


4.4/5 🌟


martedì 26 marzo 2019

The Surface Breaks [RECENSIONE]


«We are women. And women are warriors, after all».


TITOLO: The Surface Breaks
AUTORE
: Louise O'Neill
PAGINE
: 320
EDITORE
: Scholastic Ltd
PREZZO
: 12,99£ (hardback)



«It is a hard thing to be a woman in this world, whether beneath the sea or if you break the surface».



In un panorama letterario oramai quasi del tutto saturo di retelling ispirati alle fiabe classiche, in cui cadere nel banale e nel già letto è diventato facilissimo, The Surface Breaks di Louise O'Neill si distingue tra tutti in maniera prepotente e prende di diritto il posto tra i migliori retelling, se non il migliore, che abbia mai letto fino a questo momento.
Ben lontano dal film d'animazione della Disney a cui noi tutti pensiamo quando parliamo de La Sirenetta, il libro della O'Neill si avvicina molto di più alla fiaba danese ottocentesca di Andersen: dimenticatevi, dunque, il buon padre amorevole, i granchi parlanti o il bel principe follemente innamorato della sfortunata protagonista, perchè non è questo che troverete leggendo questo libro.
Qual è, dunque, il tema principale di questo libro? Vi rispondo subito: il tema principale è l'emancipazione femminile, il diritto di contare, di essere libere e far sentire la propria voce in un mondo governato da uomini che pretendono solo silenzio e accondiscendenza.


Muirgen, o Gaia come preferirebbe essere chiamata, ha quindici anni ed è la più giovane figlia del Re del Mare, oltre che la più bella e la più desiderata. Sin dalle prime pagine la sua bellezza viene descritta come senza eguali, tanto che lei stessa di definisce come "il diamante nella corona di suo padre", un oggetto prezioso usato con secondi fini dalla persona che più di tutte dovrebbe amarla e che invece non esita a usarla per i suoi scopi politici e per aumentare il suo smisurato ego maschile.
Gaia, così come le sue sorelle, è stata cresciuta da sua nonna, la quale non ha mai mancato di raccontarle storie sul vero amore e su di una felicità che, appunto, si puo' trovare solo nelle fiabe.
Ed è proprio questo che Gaia cerca disperatamente: l'amore. L'amore di suo padre, delle sue sorelle, di un uomo che veda oltre la sua bellezza, la sua voce incantata e che possa finalmente renderla felice. Più di tutti, però, è l'amore di una madre che manca a Gaia.
Sua madre, infatti, è stata catturata e probabilmente uccisa dagli umani alla vigilia del suo primo compleanno, strappata via per sempre dalla sua casa e dalla sua famiglia da uomini senza volto. La sua sorte è un mistero per tutti.

Non voglio raccontare altro della trama, una trama già ben nota a tutti, quindi mi fermerò qui e lascerò a voi lettori scoprire di più di questa storia.



«They are fascinated by us, and terrified by us as well. Do not underestimate that fear, and what they might to with it. Some men are very afraid of women, my child. And those men long for us the most, and they are the most dangerous when they do not get what they want».


Come suddetto, il tema principale di questo libro è l'emancipazione femminile. La O'Neill non è estrane a questo tema, avendo già scritto libri fortemente femministi come "Asking for it", ma è stata davvero molto brava a riuscire a riportare magistralmente questi temi delicati in un retelling in chiave fantasy come questo.
Leggendo questo libro vi arrabbierete, vi sentirete frustrate e in alcuni punti vi verrà anche voglia di urlare per tutte le ingiustizie e le ipocrisie che ci sono sia nel mondo sotto la superficie del mare che sopra: nessun uomo si salva del tutto, nessun uomo tende mai la mano verso una donna, si mostra comprensivo o prova a mettersi al pari di una donna.
Anche quando una donna sembra avere il potere, presto si scopre che questo potere è solo una facciata, che gli uomini non considerano e non considereranno mai suddetta donna alla pari - una donna, ai loro occhi, deve avere per forza un uomo al suo fianco, altrimenti non sarà mai davvero degna di attenzione.
Le donne devono essere belle, è la loro principale prerogativa; le donne devono sorridere, annuire, soffrire in silenzio; una donna puo' esprimere le sue opinioni fino a un certo punto, ma solo su determinati argomenti, su questioni che alla fine non sono poi così importanti. Quelle, invece, sono esclusiva degli uomini.
Il patriarcato, anche quando le apparenze sembrano diverse, è ancora quello che detta legge e il potere è in mano agli uomini, degli uomini molto spesso non degni e sciocchi, che hanno paura di perdere quel potere e per questo molto spesso sono disposti a tutto pur di non farselo scappare dalle mani. La debolezza non è contemplata nel loro mondo e, quando si palesa, viene ben presto trasformata in rabbia e violenza. Una violenza che, troppo spesso, ricade sulle donne.


 «Living true is the most important thing any woman can do. But it takes courage, and we are not taught how to be bave, are we? Women are taught to obey the rules».


Passanto poi ai personaggi, devo dire che Ceto, la Strega del Mare, è sicuramente quello più affascinante e ricco di sorprese. Un personaggio carico di sfumature, che alle volte temi e alle volte ammiri; Ceto non ha regole, è una donna forte, che non si è mai sottomessa ai canoni di bellezza o alle regole imposte dagli uomini. Lei è libera, è sempre rimasta fedele a se stessa e credo sia il perfetto esempio femminsita di questo libro nonostante tutto.
Anche Gaia mi è piaciuta molto: da quindicenne piena di sogni e ingenua si trasforma rapidamente di pagina in pagina, diventando una giovane consapevole, in grado finalmente di vedere il mondo per quello che è realmente e di alzarsi in piedi e far sentire forte e chiara la propria voce.

Concludo ribadendo quanto io abbia amato questo libro e quanto io lo consigli a tutti. Certo, non è sempre una lettura facile, alcune tematiche vi riempiranno di rabbia, ma alla fine ne sarà valsa la pena.
Ottimo stile, ottima ambientazione, ottima rivisitazione della storia e dei personaggi: insomma, un ottimo libro!



«I want you to remember always how powerful you are. Never allow anyone to take that away from you, or try and make you feel small». 


5/5🌟

venerdì 8 marzo 2019

La Musa degli Incubi [RECENSIONE]




TITOLO: La Musa degli Incubi (Muse of Nightmares)
AUTORE
: Laini Taylor
PAGINE: 526
EDITORE: Fazi Editore (collana Lainya)
PREZZO: 15,00 euro (paperback), 7,99 euro (eBook)




TRAMA: La peggiore paura degli abitanti di Pianto si è concretizzata: nella minacciosa fortezza di mesarzio i figli degli dèi sono ancora vivi. Sarai è diventata un fantasma, mentre il Sognatore ha appena scoperto di essere lui stesso un dio dalla pelle blu, l’unico capace di fronteggiare l’oscura Minya, animata dall’implacabile desiderio di vendetta nei confronti degli umani che massacrarono la sua gente. Lazlo si troverà di fronte alla più impensabile delle scelte: salvare la donna che ama oppure tutti gli altri. Ma inquietanti misteri dimenticati chiedono di essere risolti: da dove sono arrivati, veramente, i Mesarthim, e cosa ne è stato di tutti i bambini nati nella fortezza durante il dominio di Skathis? Quando i portali dimenticati si apriranno di nuovo, mondi lontani diventeranno pericolosamente vicini e un inatteso, potente nemico arriverà deciso a spazzare via le fragili speranze di tutti, dèi e umani. Sarai, la Musa degli Incubi, conoscitrice di ogni genere di paura fin da quando aveva sei anni, sarà costretta ad affrontare orrori che neanche immaginava e ad andare oltre i suoi stessi limiti: l’esperienza le ha insegnato che l’odio e il terrore sono sentimenti facili da provocare. Ma come si fa a rovesciare l’odio, a disinnescare la vendetta? È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli?



*


«Tanto tempo fa, c'era un silenzio che sognava di diventare una canzone...»




RECENSIONE: La Musa degli Incubi è uno dei titoli del 2019 che più attendevo. Seguito de Il Sognatore, è stato accolto immediatamente da giudizi positivi sia all'estero che in Italia, catturato la mia curiosità a tal punto che me lo sono procurato il giorno stesso della sua uscita.
Portato nel nostro paese sempre dalla Fazi editore nel mese di Febbraio, questo secondo e ultimo libro della duologia di Laini Taylor è stato per me un altalenarsi di alti e bassi, di momenti in cui sono stata quasi tentata di abbandonarlo, a quelli in cui ho divorato le pagine una dopo l'altra. Di questo, però, parlerò più avanti.
Il libro riprende esattamente da dove si era interrotto: Lazlo Strange, taciturno bibliotecario di Zosma, è diventato un dio dalla pelle blu capace di dominare il mesarzio, metallo indistruttibile e misterioso; Sarai, invece, è divenuta un fantasma dopo la tragica caduta dal serafino che ha portato alla sua prematura e sconvolgente morte.
La prima parte del romanzo si focalizza su Minya, eterna "bambina cenciosa dagli occhi come gusci di scarafaggio", dalla cui volontà dipende l'esistenza stessa di Sarai: piano piano scopriamo gli orrori che nasconde la sua mente, i ricordi che l'affliggono e hanno alimentato giorno dopo giorno il suo odio, la sua sete di vendetta che sembra non avere limiti, non volersi fermare davanti a niente e a nessuno, neanche per quella che è da sempre la sua famiglia.
La sua storia, insieme a quella di Nova e Kora, sorelle provenienti da un mondo remoto e accomunate da un tragico destino fatto di abusi, violenze e separazioni, è certamente quella più interessante.
Il resto delle vicende, al contrario, procede molto lento e a tratti mi è parso noioso: niente di rilevante accade nelle prime 250 pagine, quel poco che viene rivelato è prevedibile e i personaggi non vengono approfonditi, anzi moltissimi (Feral, Ruby e Sparrow soprattutto) rimangono sullo sfondo e non vengono mai analizzati realmente.

Neanche lo stile sempre elegante e raffinato della Taylor questa volta è riuscito a farmi pesare meno queste pagine, tanto che spesso mi sono ritrovata a fermarmi più e più volte, troppo annoiata e disinteressata alle vicende per andare avanti.
Fortunatamente, la narrazione cambia totalmente nella terza parte, quando il libro sembra iniziare davvero e le vicende si fanno incalzanti e le pagine scorrono fluide e veloci. Non posso dire molto di questa parte, perchè andrei a rivelare troppo, ma posso dire che la protagonista assoluta di questa seconda parte è Nova, donna complessa e misteriosa, con una missione da compiere e disposta a sacrificare qualsiasi cosa per portarla a compimento. Anche su di lei avrei preferito leggere di più, cosa che ancora una volta mi fa dire che queste prime 250 pagine di libro avrebbero potuto essere meglio gestite, così da entrare ancor più in empatia con i personaggi.
Menzione straordinaria va a Thyon Nero e Eril-Fane, uomini molto divesi, ma entrambi complicati e con un passato pesante che grava sulle loro spalle: mi è piaciuto vederli in azione, leggere delle loro emozioni, dei loro cambiamenti, di come si sono approcciati agli altri personaggi e infine sono arrivati a raggiungere quella serenità tanto a lungo desiderata.
Dopo Lazlo, sicuramente sono i miei due personaggi preferiti di questa duologia.

Grande conferma è stata, invece, lo stile di scrittura: oramai è palese che la Taylor sappia scrivere, che lo faccia con grande maestria, in un modo riconoscibile e riesce ad aprire la tua immaginazione e farti viaggiare nei suoi mondi proprio come fossero reali. Certamente una delle migliori autrici fantasy in circolazione.
Spero di leggere altro ambientato in questi suoi mondi fantastici, nuove avventure di Lazlo e della sua famiglia, di questi personaggi a cui, inevitabilmente, mi sono affezionata.
Concludendo, anche se in parte mi aspettavo di più da questo libro, posso comunque affermare che La Musa degli Incubi è un finale degno di una duologia che, seppur non priva di pecche e migliorabile, si è rivelata una lettura piacevole e che consiglio a chiunque voglia approcciarsi al genere o, semplicemente, voglia leggere un buon libro fantasy.

  

«I desideri non si avverano. Sono solo il bersaglio che dipingi attorno a quello che vuoi. Il centro devi sempre colpirlo da sola».
  


3.5/5 stelle      
                                                                                          🌟🌟🌟

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