venerdì 28 luglio 2023

I Chiostri di New York [RECENSIONE]

 


Autore:
Katy Hays

Casa Editrice: Rizzoli
Pagine: 349
Prezzo: 18.00 €


Trama: Per Ann Stilwell passare l'estate a lavorare per il Metropolitan Museum of Art di New York è un sogno che si avvera. Ma il destino scompagina i suoi piani quando per un disguido si vede assegnata a una sede distaccata del il Cloisters, una serie labirintica di chiostri spagnoli ricostruiti lungo le rive dell'Hudson, rinomato per la sua collezione di arte medievale e per un giardino ricco di piante medicinali. La giovane studentessa trova ad accoglierla Patrick Roland, l'eccentrico direttore del museo, e Rachel Mondray, la sua magnetica e ricchissima assistente. Da subito i due la coinvolgono nelle loro ricerche sulla storia della divinazione, e Ann sembra disposta a tutto pur di entrare nelle loro grazie. Ma tra gli incunaboli della biblioteca, mentre la curiosità accademica muta pian piano in ossessione, Ann scoprirà qualcosa capace di incrinare gli un mazzo di tarocchi italiani risalente al Quattrocento, da secoli ritenuto perduto, in grado, secondo Patrick, di aprire una visione sul futuro a chi sa leggerlo. Mentre segreti e mire personali trascinano i tre studiosi in un gioco mortale di seduzioni e prevaricazione, Ann dovrà fare una credere in un destino già scritto o diventarne l'unica artefice. Tra relazioni tossiche, arcani maggiori e codici miniati, Katy Hays mette in moto un meccanismo letterario spietato; un esordio brillante che racconta il lato oscuro della nostra fame di conoscenza, in una New York sospesa tra modernità e occulto.

 

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"A volte non sappiamo di cosa sono capaci le persone. A volte non sappiamo nemmeno di cosa siamo capaci noi"


I Chiostri di New York è un romanzo dark academia ambientato a New York, precisamente al Cloisters (che è anche il nome originale del libro), un distaccamento del più famoso MeT dove la protagonista, Ann, viene assunta come stagista estiva. Ann è una ragazza che passa inosservata, che ama le lingue e l'Arte, che sogna la grande metropoli così da poter fuggire una volta per tutte da Walla Walla, la sua città natale, oltre che dal suo passato e dai suoi segreti. Al Cloister conosce Rachel, anche lei tirocinante presso il museo di storia medioevale di Manhattan: Rachel è ricca, bellissima, ha tutto quello che vuole, e il suo fascino ben presto cattura anche Ann; le due diventano amiche, ma ben presto Rachel inizia a inserisi sempre di più nella vita della giovane stagista, instaurando con lei una relazione morbosa che rasenta la follia e la dipendenza. E sarà proprio Rachel che le farà scoprire il mondo dei tarocchi rinascimentali, lo studio su cui sta lavorando insieme a Patrick, il curatore del museo. Lo studio dei tarocchi è fatto di misticismo, di credenze popolari, di occulto e di carte che ti prevedono il destino. Un destino a cui nessuno di loro può sottrarsi, che è già scritto e che metterà sul loro cammino tradimenti, segreti e morte.


"E se la nostra vita e anche la nostra morte fossero già state scritte? Se un lancio di dadi o una mano di carte potesse svelare il finale, vorreste sapere? La vita può essere così labile, così inquietante?"

 

Il romanzo di Katy Hays inizia lentamente: ci immergiamo piano piano nel mondo del Cloisters, nella sua arte antica e misteriosa; poco a poco conosciamo Ann, conosciamo Rachel e Leo, assistendo al nascere e crescere delle relazioni che nascono tra di loro. E' solo nella seconda parte che il libro inizia davvero ad ingranare, ottenendo un ritmo incalzante e serrato. Tutti i nodi vengono al pettine, e se alcune cose sono state abbastanza prevedibili, altre mi hanno stupito non poco.

Punto forte del libro sono sicuramente i personaggi: Ann è un personaggio ambiguo, pieno di segreti che solo alla fine scopriamo; man mano che il romanzo va avanti il suo modo di pensare e agire cambia, trasformandola in un personaggio che farebbe di tutto per ottenere quello che vuole. Anche Rachel, per quanto sia una ragazza orribile, mi è piaciuta molto, così come Leo, il giovane giardiniere del Cloisters con cui Ann inizia una relazione. Il modo in cui la Hays li ha elineati e fatti evolvere è magistrale: una triade eccezionale!

Piccolissimo appunto/curiosità: sebbene in questo romanzo l'autrice sostenga che non esista in alcun museo o collezione privata un mazzo di tarocchi completo risalente al Rinascimento, è bene precisare che così non è, anzi: alla Pinacoteca di Brera, a Milano, è conservato il mazzo di tarocchi completo più antico di tutti. Risale al 1463 ed è stato commissionato dal Duca Francesco Sforza. A realizzarlo è stato Bonifacio Bembo, che lo suddivise in 78 elementi: 22 trionfi e 56 carte che comprendono i quattro semi tradizionali italiani. Il mazzo si chiama Sola-Busca, dal nome degli ultimi proprietari che hanno poi venduto nel 2009 lo stesso alla Pinacoteca. Se siete curiosi di saperne di più, andate a dare un'occhiata al sito di Brera o cercate il mazzo di tarocchi in giro per internet.

Tornando (e concludendo) la recensione de Chiostri di New York, posso dire che, sviste a parte, è un romanzo valido, un ottimo dark academia ambientato nel mondo dell'arte. Mi è piaciuto come questo mondo elitario viene descritto, davvero realistico. Se vi piace questo genere ve lo consiglio assolutamente: l'ho letto in pochissimo tempo e non mi ha mai annoiata! Ringrazio tantissimo la CE per avermi permesso di leggerlo e per la copia gentilmente inviata.

mercoledì 14 giugno 2023

Le Bugie della nostra vita [REVIEW PARTY]

 



Autore: Mikita Franko
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 300
Prezzo: 19.00 €


Trama: Mikita ha solo cinque anni quando muore la sua mamma. Da quel momento, va a stare dallo zio Slava, nella casa in cui il giovane abita insieme al compagno, Lev. La convivenza non parte col piede giusto, ma piano piano i tre diventano una vera famiglia. I problemi cominciano con l'inizio delle scuole elementari, perché per nessun motivo Miki dovrà raccontare il loro segreto. Nessuno dovrà mai sapere che è stato cresciuto da una coppia gay. Nella Russia di Putin, infatti, la diffusione di questo dettaglio metterebbe a rischio il loro nucleo famigliare. A lungo andare, però, questa girandola di bugie travolge Miki portandogli via la spensieratezza. Crescendo, diventa un adolescente rabbioso, aggressivo, cade in depressione. Quando poi si rende conto di essere attratto dai ragazzi, gli sembra di vivere un incubo: sta diventando la prova vivente di quanto sostiene la propaganda del regime, ovvero che le coppie omosessuali crescono figli omosessuali. Ci vorrà tempo, e tanti fallimentari tentativi di innamorarsi delle ragazze, prima che Mikita faccia pace con se stesso e con la propria sessualità… "Le bugie della nostra vita" è un romanzo intenso che punta dritto al cuore raccontando senza ipocrisie una storia estremamente attuale con uno stile fresco e brillante che regalerà al lettore non poche risate.


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Le Bugie della nostra vita è il romanzo debutto del giovane Mikita Franko, autore transgender nato in Kazakistan e trasferitosi successsivamente in Russia. Comparso per la prima volta a puntate sul blog online dello scrittore, è stato successivamente notato dalla CE russa Popcorn Books, che lo ha pubblicato e fatto conoscere sia in patria che all'estero, tradurre in vari paesi tra cui ora anche l'Italia grazie a Mondadori.
Protagonista del romanzo è Miki, che conosciamo dall'infanzia e seguiamo fino agli anni dell'adolescenza: a cinque anni perde la madre, stroncata da un cancro, e in mancanza di un padre che si occupi di lui va a vivere suo zio Slava, un giovane uomo che ama la musica, il teatro e ha sempre un sorriso da regalare a tutti. Con Slava vive anche Lev, il suo compagno, l'uomo che gli altri ritengono essere un semplice coinquilino; la verità, però, è ben diversa e deve a tutti i costri essere taciuta. 

Per questo motivo sin da piccolissimo Miki inizia a raccontare bugie sulla sua famiglia, su quel secondo padre che deve a tutti i costri restare segreto: in Russia, infatti, la propaganda contro le famiglie arcobaleno e la comunità LGBTQ+ si fa sempre più spietata e se si venisse a scoprire che Slava è gay e sta crescendo Miki con il suo compagno quest'ultimo verrebbe portato via dai servizi sociali e affidato a un'altra famiglia.
Man mano che le pagine scorrono e passano gli anni il tono del romanzo cambia, passando da spensierato a cupo: i segreti si fanno sempre più pesanti e difficili da accettare per Miki, che non può mai davvero essere sè stesso con gli altri, con i suoi amici, con le persone che incontra. Un esempio sono i suoi compleanni, quando i suoi amici di scuola si riuniscono a casa sua per festeggiare e le foto di Lev devono sparire dalle mensole del salotto, così come ogni piccolo dettaglio che potrebbe far sorgere dei dubbi sulla loro famiglia. Tutta questa pressione, tutte queste bugie diventano sempre più insopportabili, e alla soglia dell'adolescenza il libro Miki inizia ad avere attacchi di asma, di panico, ad essere violento e odiare non solo Slava e Lev, ma anche se stesso, quella parte di sè che sta inizia a sussurrargli che forse anche lui, come i loro padri, è attratto dagli uomi e che, alla fine, la propaganda russa ha ragione: i genitori omossessuali crescono figli omosessuali.


"Crescendo e addentrandomi sempre più nell'infosfera, ho letto molte teorie secondo cui i genitori dello stesso sesso non sarebbero buoni genitori, ma tutte quelle teorie cozzavano con i miei ricordi; cozzavano con quanto amato, voluto e importante mi fossi sentito nella mia famiglia"


La percezione della comunità queer in Russia, della propaganda del regime e di come questa viene accolta dal popolo è certamente al centro del libro: per tutto il tempo, da quando Miki è piccolissimo fino alla fine, all'estrema decisione che la loro famiglia deve prendere, si percepisce un clima molto pesante, in cui chi è considerato "diverso" deve nascondersi e provare vergogna. Al contrario, il machismo, l'essere violento, bullizzare il prossimo viene visto in modo positivo, qualcosa che accresce l'uomo e lo fa diventare esempio di perfezione maschile. Questo atteggiamento condiviso porta Miki a sentirsi sempre più escluso, a far nascere in lui una rabbia incontrollata verso i suoi padri e sé stesso.
Franko è riuscito benissimo a snocciolare questo tema alquanto delicato, un tema che lo ha visto protagonista in prima persona; d'altra parte, però, si nota come Le Bugie della nostra vita sia il suo primo romanzo, un romanzo nato non per essere tale, ma per essere fruito nel web.

Leggendo - e rileggendo - alcune parti si nota come il libro abbia avuto una stesura debole, perchè molte cose, specialmente nella seconda parte del libro, diventano confusionarie, non portano da nessuna parte e risultano alquanto frettolose. In alcuni momenti mi è sembrato quasi che nessuno avesse controllato nulla, ma che al contrario il romanzo fosse stato pubblicato senza l'aiuto di un correttore di bozze. Spero che questo aspetto venga migliorato nel secondo libro di questa serie, La Finestra sul cortile, e soprattutto che Mondadori continui la storia di Miki e della sua famiglia.

Le Bugie della nostra vita è un libro che mi sento di consigliare, non solo per i temi che tratta, ma anche perchè è un titolo valido, con uno stile asciutto e perfetto soprattutto per i più giovani.
Io ringrazio tantissimo la Mondadori per avermi permesso di leggerlo in anteprima e Franci per aver organizzato l'evento.

lunedì 17 aprile 2023

Once more upon a time [REVIEW PARTY]

 


 

Autore: Roshani Chokshi
Casa Editrice: Fanucci Editore
Pagine: 130
Prezzo: 14.90 €

Trama: C’era una volta, in una terra chiamata Fortezza dell’Amore, un re e una regina che si amavano, ma ahimè non più. Se, dopo un anno e un giorno, non avessero ritrovato l’amore che li univa, il loro destino li avrebbe portati a essere banditi dal loro stesso regno. E così fu.

Imelda e Ambrose non ricordano il motivo del loro matrimonio perché, un anno e un giorno prima, Ambrose si recò da una strega barattando il loro amore per la vita di Imelda. Nel giorno in cui sono costretti ad abbandonare il regno, quella stessa strega fa loro visita chiedendo a sua volta un favore. In cambio, promette di realizzare tutti i loro desideri. Non avendo più nulla da perdere, Imelda e Ambrose accettano e si avventurano in un viaggio incantato durante il quale recuperano la memoria e ricordano cosa li fece innamorare la prima volta. Con la fine del loro viaggio sempre più vicina, una nuova decisione li attende: Imelda e Ambrose inseguiranno i loro sogni o sceglieranno di amarsi, ancora una volta?

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"C'era una volta..." così inizia ogni fiaba che si rispetti, con queste tre paroline magiche che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha sentito. Nello stesso modo inizia "Once more upon a time" di Roshani Chokshi, un romanzo fantasy breve arrivato sugli scaffali italiani qualche settimana fa grazie a Fanucci, che ringrazio per avermi mandato una copia omaggio e avermi permesso di organizzare l'evento per parlare di questo titolo.
Protagonisti di queste avventure sono Imelda e Ambrose: la prima è una delle dodici figlie di uno dei re più famosi del loro mondo; il secondo, invece, è un figlio minore in cerca della sua strada, della sua personale storia. Una storia che inizia come molte altre, durante un matrimonio celebrato in un castello, e termina con un colpo di fulmine e un vissero per sempre felici e contenti. Nel loro caso, però, il loro lieto fine dura un giorno e una notte, giusto il tempo per Imelda di morire a causa di un pomodoro avvelenato e per Ambrose di fare un patto con una strega per riportarla in vita.
E così Ambrose e Imelda dimenticano il loro amore, diventano due estranei costretti a vivere a Fortezza D'Amore per un anno e un giorno, fino quando non saranno esiliati - nessuno, infatti, può vivere in quella terra senza amarsi.

Tutto sembra ormai perduto - Imelda è pronta a tornare suo malgrado dal padre e Ambrose si prepara a cercare il suo posto nel mondo insieme al suo mantello/cavallo - quando ecco che la stessa strega che li ha rubato l'amore riappare nella loro vita per chiedere un ultimo, grande favore: rubare una pozione da una spietata regina di un regno vicino. In cambio, la strega concederà loro qualsiasi desiderio.
Inizia così il viaggio di Imelda e Ambrose tra uomini cannibali, tassi del miele che hanno subito una maledizione, furti di pozioni magice e molto ancora...
Se durante queste avventure riusciranno anche a ritrovare il loro amore perduto sta a voi scoprirlo leggendo il romanzo!

Once more upon a time è una fiaba nelle fiabe: la Chokshi infatti si è ispirata ad altre fiabe classiche per realizzare questo lavoro - Imelda, per esempio, è una delle dodici principesse danzanti della fiaba del 1800 dei Fratelli Grimm - rendendolo però più contemporaneo, anche grazie a uno stile più frizzante e a tratti divertente, direi anche tragicominco il più delle volte. Come in ogni fiaba che si rispetti c'è sempre un narratore esterno - in questo caso è la strega che li affida il compito di rubare la pozione - ma non manca l'introspezione dei singoli personaggi. Lo stile di scrittura è leggero, mai pretenzioso e il libro si legge in una manciata di giorni, se si ha tempo libero anche in un giorno stesso.

Nel complesso è stata una buona lettura, non indimenticabile, ma di quelle che ti fanno passare il tempo senza che tu te ne accorga. Molto probabilmente non lo rileggerei, ma lo consiglio se si cerca una rivisitazione fresca delle fiabe classiche, o semplicemente una lettura leggera, che strappa qualche sorriso e di tanto in tanto fa anche riflettere.

mercoledì 29 marzo 2023

SUSINE E IL DORMIVEGLIA - IL MONDO DI DOPO [REVIEW PARTY]

 


Autore: Bruno Enna - Clément Lefevre
Casa Editrice: Tunué
Pagine: 112
Prezzo: 17 €

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"Se c'è una cosa che ho imparato da questa storia, è che quello che impariamo non serve a niente"

Salve readers! Oggi vi porto la recensione di una graphic novel letta per un Review Party da me organizzato insieme alla casa editrice Tunué, che mi ha gentilmente inviato una copia cartacea. Curiosi di scoprire il mio parere? Bene, iniziamo!

Dopo cinque anni dall'uscita del primo volume è finalmente stato pubblicato anche in Italia, sempre dalla Tunué, il secondo volume delle avventure di Susine. Qui ritroviamo la nostra protagonista che si trascina di giorno in giorno in una vita apatica, priva di qualsiasi interesse; i suoi genitori sono sempre assenti, hanno perso le orecchie per ascoltarsi e ascoltare Susine e neanche le sedute con Gufo Buffone, il suo terapeuta, sembrano più aiutarla. Anche il Dormiveglia, il luogo creato dalle storie che le raccontava sua nonna, sembra un miraggio lontano, un segreto che la bambina conserva gelosamente: ma Susine deve ritornarci a tutti i costi, perchè è proprio a causa sua e del suo primo viaggio che i genitori hanno perso le orecchie e ora sono incapaci di comunicare tra loro. Inizia così il secondo viaggio di Susine, un viaggio che si rivelerà molto diverso da come se lo aspettava: qualcosa è cambiato nel Dormiveglia, i suoi abitanti hanno perso la gioia, sono diventati silenziosi e diffidenti e sarà compito suo e del suo fidato amico Palomar aggiustare una volta per tutte le cose.

Susine e il dormiveglia è una graphic novel profonda, che affronta temi mai banali e complessi: nel primo libro si affrontava il lutto, in questo invece a dare il via alle vicende è una coppia sull'orlo del divorzio, una famiglia che non è più in grado di comunicare, fatta da due genitori troppo assorti nel loro problemi per accorgersi del malessere della loro figlia. Il Dormiveglia è dunque un rifugio, ma anche uno specchio dei turbamenti della protagonista, che ritrova in questo mondo fantastico le dinamiche del mondo reale, seppur queste siano mostrate in modi più fantasiosi.
Nel complesso l'ho trovato molto cupo, pieno di sensi di colpa e tristezza, una tristezza che per fortuna dà spazio alla forza e alla speranza nelle pagine finali dell'opera.

Magistrali sono poi le tavole: ogni disegno è curato nei minimi dettagli, ogni colore scelto mai per caso, così da dare vita a un rapporto parallelo tra dialogo e disegno, entrambi necessari per far percepire al lettore tutte le sensazioni che Susine prova e ci racconta. A dir poco geniali sono i personaggi creati per popolare il Dormiveglia: i loro nomi coincidono perfettamente con il loro essere, e persino gli esseri umani - vedi il Dottor Gufo Buffone - rispecchiano totalmente l'immagina che la parola comunica.

Se dovessi trovare un difetto, invece, direi che alcune cose succedono troppo in fretta: per la maggior parte del tempo ho trovato questo lavoro frettoloso, appunto, e non sono riuscita a immedesimarmi come avrei voluto nelle varie situazioni. Certo, alcuni di questi personaggi già li avevamo conosciuti nel primo volume, ma è pur vero che questo "Mondo di Dopo" è totalmente diverso da quello di Prima, e per i miei gusti alcune dinamiche sono state tralasciate. Se la graphic novel fosse stata più lunga, sicuramente avrei alzato il mio voto. Peccato.

Nel suo complesso, però, la promuovo senza dubbi e la consiglio! E mi raccomando, andate a leggere anche le recensioni delle altre belle personcine che hanno partecipato al Review Party!


lunedì 6 marzo 2023

Storia della nostra scomparsa [RECENSIONE]

 


Autore: Jing-Jing Lee
Casa Editrice: Fazi editore
Pagine: 400
Prezzo: 17 €



Trama: Wang Di ha soltanto sedici anni quando viene portata via con la forza dal suo villaggio e dalla sua famiglia. È poco più che una bambina. Siamo nel 1942 e le truppe giapponesi hanno invaso Singapore: l’unica soluzione per tenere al sicuro le giovani donne è farle sposare il più presto possibile o farle travestire da uomini. Ma non sempre basta. Wang Di viene strappata all’abbraccio del padre e condotta insieme ad altre coetanee in una comfort house, dove viene ridotta a schiava sessuale dei militari giapponesi. Ha inizio così la sua lenta e radicale scomparsa: la disumanizzazione provocata dalle crudeltà subite da parte dei soldati, l’identificazione con il suo nuovo nome giapponese, il senso di vergogna che non l’abbandonerà mai. Quanto è alto il costo della sopravvivenza?

Sessant’anni più tardi, nella Singapore di oggi, la vita dell’ormai anziana Wang Di s’incrocia con quella di Kevin, un timido tredicenne determinato a scoprire la verità sulla sua famiglia dopo la sconvolgente confessione della nonna sul letto di morte. È lui l’unico testimone di quell’estremo, disperato grido d’aiuto, e forse Wang Di lo può aiutare a far luce sulle sue origini. L’incontro fra la donna e il ragazzino è l’incontro fra due solitudini, due segreti inconfessabili, due lunghissimi silenzi che insieme riescono finalmente a trovare una voce.

Con una scrittura poetica e potente, in questo romanzo d’esordio Jing-Jing Lee attinge alla sua storia familiare raccontando la memoria dolorosa e a lungo taciuta di una generazione di donne delle quali è stata per decenni negata l’esistenza: una pagina di storia che troppo a lungo è stata confinata all’oblio.


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"Perchè attaccarsi al passato? Ormai era finita e volevo solo guardare avanti, continuare a vivere. Non so se fu la cosa giusta. Ma adesso sono qui. Sono passati molti anni, ma ricordo tutto. Non l'avrei mai creduto. M ricordo tutto"

Storia della nostra scomparsa è un potente romanzo storico ambientato in parte nella Singapore dei primi anni 2000 e in parte in quella occupata dai giapponesi durante il secondo conflitto mondiale. Wang Di, la protagonista principale, è una giovane ragazza di origine cinese che vive con i suoi genitori e i suoi due fratelli minori in un kampong, ovvero le baraccopoli tipiche di quell'isola e di altri stati come Malesia e Indonesia. Wang Di conduce una vita semplice, fatta di faccende domestiche e lunghe passeggiate verso il mercato cittadino, dove vende le verdure dell'orto della sua casa. Non è istruita, essendo una donna questo le viene precluso, e la sua famiglia le cerca un marito che la sposi quanto prima.
Tutto cambia nel 1941, quando i soldati giapponesi fanno irruzione nel suo piccolo villaggio, raziando e prendendo le giovani donne presenti, costringendole a diventare donne di conforto. Di questa figura delle donne di conforto, di questo tema estremamente delicato, si è iniziato a parlare molto dopo la fine della guerra, poiché questo recava disonore sulla donna e sulla famiglia, che spesso ripudiava o uccideva le ragazze una volta terminata la guerra. Compito di queste donne, infatti, era "confortare" i soldati giapponesi ogni giorno, ricevendone dai trenta ai quaranta ogni sera; nessuna di loro aveva scelta, sostanzialmente il loro era un inferno fatto di stupri, di malattie trasmesse dai soldati e spesso di morte.
E' questo che Wang Di deve subire per tre anni, fino alla fine della guerra, quando viene miracolosamente liberata...


Il Vecchio si stupiva spesso della sua memoria, della facilità con cui ricordava i numeri di telefono, le ricette che aveva sentito in televisione [...] "E' così quando non sai scrivere", gli aveva detto lei una volta "Non ti resta che imparare tutto a memoria". E poi era rimasta in silenzio. Pensando che era una condanna dover ricordare ogni cosa"

Oltre alla Wang Di ragazza conosciamo anche quella anziana, una donna silenziosa e timida che ha appena perso suo marito e si sta preparando a lasciare anche la casa in cui hanno vissuto insieme. Tra Wang Di e il Vecchio, come lo chiama affettuosamente, ci sono sempre stati lunghi silenzi e parole non dette, segreti che nessuno dei due è riuscito a confessare all'altro per un motivo o per un altro. E sarà proprio questi segreti, queste storie dimenticate, che porterà alla luce l'altro protagonista del libro, Kevin, un ragazzino dagli occhiali spessi che verrà a conoscenza del segreto più grande della sua famiglia, una storia che sua nonna gli racconterà prima di andarsene per sempre.


"Dopo quella sera, mio padre sparì ancora di più. Fu allora che imparai che è possibile sparire anche senza andarsene, diventare più vuoti del vuoto. Più neri del nero."

Il romanzo della Lee è una lunga e straziante dedica alla memoria, a una parte della Storia che alcuni hanno dimenticato e che altri - come noi occidentali - non conosciamo. Troppo poco, infatti, si parla in Europa di cosa il secondo conflitto mondiale ha portato dall'altra parte del mondo, di cosa è successo ad altre minoranze, come quella coreana o cinese. La Lee ce lo racconta attraverso le donne, quelle che da sempre sono le più colpite dalla guerra, che come Wang Di e Ah Ma, la nonna di Kevin, hanno pagato un prezzo altissimo. Le loro voci si intrecciano a quelle degli altri, ti fanno riflettere e scoprire una storia mai banale, dove niente è ciò che sembra; più e più volte, infatti, sono stata portata fuori strada dall'autrice, scoprendo una nuova strada, un'alternativa alla storia che mi ero immaginata.
Leggere Storia della nostra scomparsa non è stato semplice: le sue tematiche ti mettono alla prova, ma mai ho sentito il desiderio di non continuare, di lasciare il romanzo in sospeso. Al contrario, mi sono dovuta trattenere dal finirlo in pochi giorni, perchè questo è un libro che ti cattura e ti trascina in un mondo lontano non solo nel tempo, ma anche nella distanza geografica e culturale. Wang Di, Ah Ma, Kevin, Chia Soon Wei, sono tutti personaggi con una storia da raccontare, una storia che è quasi scomparsa, ma che alla fine si prende il posto che le spetta e arriva al cuore di chi legge.

giovedì 23 febbraio 2023

Gli Invisibili [RECENSIONE]

 


Autore: Pajtim Statovci
Casa Editrice: Sellerio editore
Pagine: 232
Prezzo: 16 €


Trama: Si innamorano già dal primo incontro, seduti al tavolino di un bar. Arsim è albanese, Milos serbo, vivono a Pristina, in Kosovo, a metà degli anni Novanta, studiano all'università. Per entrambi la cultura di provenienza rifiuta le relazioni tra uomini. Eppure la loro storia sembra perfetta, l'anima e il corpo, lo spirito e la carne, Romeo ha trovato Romeo. Anche se Arsim è sposato, a seguito di un matrimonio combinato voluto dai genitori. Di lì a qualche mese la guerra sconvolgerà le loro vite, serbi contro albanesi, milioni di profughi, una ferocia efferata che scatena il terribile naufragio di una nazione. Arsim e Milos avevano un sogno, e quel sogno è impossibile. Arsim partirà con la famiglia verso un paese straniero, Milos si arruolerà come medico, vivrà in pieno la disumanità della guerra. Il primo diventerà un marito violento, un padre tirannico, il secondo sembra sprofondare nell'oscurità. Storia di una grande passione che si infrange contro una realtà assurda e al tempo stesso atrocemente vera, "Gli invisibili" è un romanzo di rabbia e tenerezza spiazzanti che racconta in un unico sguardo l'amore e l'orrore e indaga con lucidità il ricatto implacabile dei desideri che ci torturano, perché «i sogni corrono dietro alle menzogne che diciamo a noi stessi». Come è possibile sopravvivere quando non puoi essere quello che sei, quando bisogna nascondersi dal mondo e nel mondo? È un quesito che vale ancora oggi, persino da noi, e in molti paesi d'Europa, e Pajtim Statovci ha la grazia di narrare la Storia nel riflesso dello specchio più intimo e nascosto, di affrontare paure e verità con una prosa luminosa e uno sguardo delicato, con un virtuosismo che eleva la sua arte in una dimensione che non ha tempo e luogo. La giuria del Finlandia Prize, il più importante premio letterario finlandese, ha scritto: «Questo è un romanzo che incanta grazie al potere della sua lingua. Una storia di umana follia, di perdita e crudeltà, ma anche di amore e devozione».




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"Non è straordinario che un essere umano, come per umiliarsi, possa fare ripetutamente l'errore di credere che si possa recuperare il tempo perduto? E quanto il tempo diventi importante solo quando è perduto?"


Ambientato tra la metà degli anni '90 e i primi anni del 2000, Gli Invisibili è il terzo romanzo dell'autore finlandese di origini kosovare. Acclamato da pubblico e critica, il romanzo è stato portato in Italia dalla casa editrice palermitana Sellerio, che già aveva pubblicato il suo secondo libro, Le Transizioni.
Come quest'ultimo, anche Gli Invisibili (Bolla in lingua originale) tratta della guerra che ha dilaniato i balcani negli anni '90, dove due popoli - qui rappesentati dai due protagonisti - si sono odiati e distrutti senza mezze misure; come il suo secondo libro, anche questo mi ha sconvolta, fatta arrabbiare e colpito come pochi altri, anche grazie a dei protagonisti che si amano e si odiano nello stesso momento e uno stile di scrittura che sa tenere incollato chi legge alle pagine.

E' incredibile, infatti, la maestria con cui Statovci racconti di personaggi pieni di orrore, fragilità, odio e disperazione proprio come la sua (e la loro) terra d'origine. Arsim e Milos, proprio come Bujar, il personaggio delle Transizioni, sono dei protagonisti che pagano il prezzo di vivere in quella terra distrutta dalla guerra a inizio degli anni '90, dove diffidenza, miseria, crudeltà e disperazione si intrecciano e si fondono. Arsim e Milos, che conosciamo prima come due ventenni universitari e poi come due uomini adulti totalmente cambiati dalle vicissitudini della vita, sono in egual modo vittime e carnefici, due anime tormentate che non sanno come chiedere scusa per le azioni terribili che commettono e che alla fine si ritrovano ad essere solo l'ombra dei ragazzi che sono stati un tempo, pieni di sogni e speranza, anche quando di sogni e di speranze c'era ben poco.

"Con te dovrei scusarmi per aver mentito su tante cose. A volte è come se il male che vedi diventasse il male che fai"


Statovci non chiede mai scusa per quello che scrive: diretto e destabilizzante, ti catapulta in un mondo feroce, dove l'amore dura poco, il tempo di un'estate e deve essere nascosto. Poche sono le gioie regalate ai protagonisti, pochissime le pagine in cui possono davvero godere del loro amore segreto. Tutto il resto è solo violenza, anime che piano piano si lacerano, lasciando gusci vuoti.
Nelle parole di Arsim, nei diari di Milos, si affrontano temi delicatissimi, spesso disturbanti: Statovci non ha mezze misure, come ho detto prima non chiede scusa e credo che stia proprio in questo la forza dei suoi libri. Ancora una volta la sua penna fa un lavoro egregio nel narrare la Storia di un popolo che ancora poco viene narrata, la sua storia, e io da lettrice posso solo ringraziarlo per questo e consigliere i suoi romanzi.

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