Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 324
Durante tutta la narrazione seguiamo le vicende dal punto di vista dei due protagonisi: Delaney, una giovane ragazza rimasta sorda dopo una grave malattia che l'ha colpita da bambina e che le ha lasciato il dono di riuscire a vedere le ombre che si celano nel mondo, e Colton, un ragazzo taciturno e pieno di segreti unito a Delaney da un passato oscuro.
I due si incontrano - o meglio incontrano nuovamente - all'università Godbole, un istituto magico dove gli studenti imparano a oltrepassare il velo tra i mondi e viaggiare da una realtà parallela all'altra - una sorta di multiverso, ecco - per scoprirne i segreti e le differenze che la distinguono dalla nostra.
Delaney non ricorda Colton, ma Colton ricorda lei, la bambina che lo ha riportato in vita dopo che lui, insieme al fratello maggiore, è precipitato in un lago ghiacciato. Per questo i due dovrebbero stare il più lontanto possibile l'uno dall'altra, ma quando alcuni studenti iniziano a scomparire e ad essere uccisi, Delaney viene immischiata suo malgrado in una situaziona alla quale non si può sottrarre e che la porterà a collaborare fianco a fianco con Colton Price.
Il romanzo di Kelly Andrew ha, almeno sulla carta, tutte le caratteristiche per essere un ottimo romanzo: una scuola di magia e occulto, una società segreta, ombre e demoni che si aggirano per il mondo, oltre che una protagonista non udente. Putroppo, è proprio dalla protagonista che il libro inizia a perdere colpi: per quasi tutto il romanzo si continua a sottolineare quanto Delaney sia fragile, fragile come il vetro, come il cristallo, semplicemente fragile; poche volte sono riuscita a ritrovarmi in lei, ad empatizzare, così come ho trovato sprecati i personaggi secondari, che spuntano solo all'occorrenza, come una sorta di deus ex machina della storia. Per il resto, rimangono in secondo piano e poco - se non per nulla - approfonditi.
Anche la Godbole rimane molto sullo sfondo, così come sullo sfondo rimangono tutte le nozioni che Delaney apprende nel corso del libro: come vengono scelti gli studenti, secondo quale criterio? Il mondo sa che questa scuola esiste, cosa si studia al suo interno o come si apprende esattamente la capacità di viaggiare tra i mondi paralleli? Tutto mi è sembrato molto approssimativo. Un vero peccato.
Come probabilmente avrete capito, questo libro non mi ha fatto impazzire: in parte è stato prevedibile nei suoi colpi di scena e nel suo andamento generale, in parte mi ha annoiato per il suo andamento e la sua superficialità su alcune tematiche. Non c'è stato un colpo di scena che mi abbia davvero stupito, così come non c'è stato un personaggio a cui mi sono affezionata.
Con questo non voglio dire che sia un brutto libro o che non ci siano aspetti positivi: ho apprezzato l'aver finalmente rappresentato una protagonista con disabilità e quindi aver trattato ciò che questo comporta; così come mi è piaciuto lo stile di scrittura. Nel suo complesso direi che è un libro nella media, non indimenticabile, ma neanche da condannare.
Io ringrazio ancora una volta Mondadori per avermi dato l'occasione di parlarvene e Franci di Coffee&Books per aver organizzato il Review Party.







