giovedì 8 ottobre 2020

REVIEW PARTY: Heartstopper Volume 2

 


Buonsalve lettori! Il post di oggi è dedicato a un evento organizzato, con il benestare della casa editrice Mondadori, da Divoratori di Libri  Coffee and Books  in occasione dell'uscita italiana di quel concentrato di dolcezza e ammmmore che è Heartstopper di Alice Oseman.


TITOLO: Heartstopper Volume 2
AUTORE: Alice Oseman
PAGINE: 324
CASA EDITRICE: Mondadori
PREZZO: 17,00€



“Anche io ti piaccio?” “Be’… sì! Non è ovvio?”


A sei mesi esatti dall’uscita del primo volume in Italia, la Mondadori ha pubblicato il seguito di Heartstopper, fumetto dal successo sempre più planetario nato dalla matita dell’inglese Alice Oseman.

Questo secondo volume riprende la storia di Nick e Charlie esattamente da dove l’avevamo lasciata: attraverso una pagina di diario di Charlie, infatti, ricostruiamo gli eventi accaduti nella prima parte della loro amicizia/storia d’amore e percepiamo come un fiume in piena tutte le emozioni provate pagina dopo pagina dai nostri adorati ragazzi. 
Il senso di colpa e il rimorso sono le emozioni che pervadono le prime pagine, ma pian piano le cose migliorano; un miglioramento, questo, che non arriva semplicemente, ma che è il frutto di un guardarsi dentro, di un accettazione non solo dei propri sentimenti, ma anche della propria sessualità e del proprio essere. Come se questo non bastasse, bisogna sempre fare i conti con il primo amore e le farfalle nello stomaco…

Col passare dei volumi Heartstopper continua a confermarsi, per me, come uno dei lavori più unici e dolci che ho letto negli ultimi anni: scoperto e iniziato per caso, attraverso il sito web dell’autrice (il fumetto nasce proprio come webcomic e spinoff del primissimo romanzo della Oseman, Solitaire) ho iniziato la lettura in inglese incuriosita ulteriormente dall'interesse dimostrato da molti miei contatti su Instagram e Goodreads.

Terminato il secondo volume, riletto adesso per la seconda volta in italiano grazie alla CE, che mi ha mandato in anteprima una copia, ho finalmente capito il perché di questo (meritato) successo.

“Sono solo… felicissimo. Non pensavo che mi sarebbe mai potuto capitare.” “Oh, Char… nemmeno io”

Nick e Charlie sono due protagonisti veri, in cui ogni ragazzino adolescente può immedesimarsi; non solo  semplicemente adorabili (confesso, per quasi tutto il tempo ho letto pagina dopo pagina con uno stupido sorriso stampato in faccia), ma sono anche complessi e sfaccettati e questo dà modo al lettore di tifare per loro e affezionarsi genuinamente. Inoltre, la loro storia come coppia non è mai frivola, anzi ognuno sa come dare conforto all'altro, rispettarne i tempi richiesti, affrontare situazioni che metterebbero a dura prova anche una coppia consolidata nel tempo, di gente adulta...
Come avrete capito, Heartstopper è molto più che una storia d’amore tra due liceali: tra i suoi temi, infatti, si affronta la scoperta e l’accettazione della propria sessualità, il non sempre facile coming-out dentro e fuori l’ambito famigliare che ne consegue, la diversità in tutte le sue forme e, sì, anche l'omofobia e il bullismo, due grandissime problematiche che tutti noi ritroviamo quotidianamente non solo nella scuola italiana ed europea, ma anche nella società tutta.
La Oseman affronta tutte queste tematiche sempre con grande maestria, con un tono adatto al pubblico variegato a cui questa storia si rivolge; il suo linguaggio arriva a tutti, è semplice ma allo stesso tempo incisivo, facile da comprendere ma in qualche modo elegante; le tavole, poi, le trovo molto raffinate nonostante siano in bianco e nero e non abbiano una grande ricercatezza nei dettagli come altri lavori in circolazione.

Se avevate ancora dubbi sul leggere o meno Heartstopper, spero che questa mia recensione sia servita per chiarirveli tutti e convincervi a dare un’occasione a questo meraviglioso lavoro rivolto non solo ai ragazzi più giovani, ma anche a chi, come me, ha finito il liceo da un pezzo e talvolta vuole tornare a sentirsi sedicenne. 

 
5/5🌟

lunedì 5 ottobre 2020

LE DIECIMILA PORTE DI JANUARY - BLOGTOUR: Il Premio Hugo

 


 
 
 
Buonsalve lettori! Come già saprete se avete letto l'articolo precedentemente pubblicato qua sul blog, è iniziato da qualche giorno il Blog & Insta Tour dedicato a "Le Diecimila Porte di January", in uscita in Italia il 13 Ottobre. Oggi, è il mio turno di parlarvi di un argomento strettamente collegato al libro, ovvero il Premio Hugo.

Arrivato sul mercato statunitense e britannico nel Settembre 2019, il libro d’esordio di Alix Harrow, “Le Diecimila Porte di January, è subito stato notato dai giornali e dalla critica d’oltre manica e oceano.
Anche il mondo della letteratura e i suoi lettori più accaniti hanno accolto questo titolo favorevolmente, arrivando addirittura a candidarlo, come già successo in precedenza con i racconti brevi dell’autrice, in prestigiosi premi come il Premio Nebula (assegnato ai migliori romanzi fantasy pubblicati in America) e lAnnual Achievement Award for Science Fiction and Fantasy, meglio conosciuto con il nome di Premio Hugo, omaggio a Hugo Garnsback, fondatore negli anni ’20 della prima rivista di fantascienza al mondo.

 
Il numero 105 di Apex Magazine, dov'è stato
pubblicato "A witch's guide to escape"


Proprio quest’ultimo premio la Harrow l’ha vinto l’anno scorso, quando il suo racconto breve “A witch's guide to escape: a practical compendium of portal fantasies” ha sbaragliato la concorrenza nella categoria Miglior Racconto breve (Best Short Story) – lo stesso era stato pubblicato il 6 Febbraio 2018 sul numero 105 della rivista statunitense dedicata al genere horror e fantasy Apex Magazine.
Lo stesso successo non si è ripetuto quest’anno con le Diecimila Porte di January, che è stato scalzato dal degno lavoro della collega Arkady Martine, “A Memory called Empire”, vincitore della categoria miglior romanzo – il libro uscirà prossimamente in Italia, sempre grazie alla Oscar Vault.
L’essere arrivato tra i cinque finalisti è stato comunque un grande onore per la Harrow, oltre che la dimostrazione di un interesse crescente da parte dell’ambiente fantasy che, a mio avviso, non dimenticherà tanto presto questo lavoro.

Ma come nasce il premio Hugo e quali sono gli scrittori più illustri e di spicco che lo hanno vinto nel corso dei decenni?


Assegnati per la prima volta a Philadelphia nel 1953, i Premi Hugo si svolgono ogni anno durante la World Science Fiction Convention (Worldcon), un congresso mondiale dove prendono parte gli appassionati della fantascienza di tutto il mondo. A loro, infatti, viene chiesto di scegliere tra una rosa di autori da mettere in lizza nelle varie categorie – tre le principali voglio citare miglior romanzo, miglior romanzo breve e miglior racconto – e successivamente votare i cinque finalisti: un metodo, questo, che vuole rispecchiare a pieno il gusto popolare dell’appassionato di letteratura fantasy e fantascienza e che si vuole discostare da altri premi (un esempio può essere il Premio Nebula), in cui da sempre si lascia la parola e la scelta a un pubblico più settoriale, composto perlopiù da scrittori che vanno a premiare i propri colleghi (un po’ come succede nel cinema con i SAG Awards).
La giuria, dunque, varia di anno in anno, così come ogni anno cambia la location che ospita la premiazione: se la prima è stata Philadelphia, l’ultima città ad ospitare il Wordcon – e quindi il premio Hugo – è stata Wellington. Oltre queste due città nel corso degli anni sedi di spicco sono state Londra, New York, San Francisco, ma anche Glasgow, Toronto e Helsinki.

Primo vincitore nella categoria miglior romanzo è stato Alfred Bester con “L’uomo Disintegrato”, mentre la prima donna a vincerlo è stata Ursula K. Le Guin che, quasi vent’anni dopo la nascita del premio, è riuscita a imporsi sui suoi colleghi uomini con il suo “La Mano sinistra delle Tenebre” – la Guin lo avrebbe rivinto successivamente nel ’75.
Tra gli altri vincitori pluripremiati nella categoria “Miglior romanzo” bisogna sicuramente citare uno dei padri del genere, Isaac Asimov, che si è aggiudicato nel corso dei decenni ben due premi Hugo, a cui si è aggiunto più avanti un terzo dato postumo nella categoria Retro; per ben tre volte lo ha vinto Lois McMaster Bujord, proprio come per tre volte lo ha vinto la newyorkese J.K. Nemesi, scrittrice dell’acclamata trilogia de La Terra Spezzata (edita Mondadori).
Tra i nomi più mainstream, vincitori sia nella categoria principale sia in quelle minori, ci sono autori noti al grande pubblico come G.R.R. Martin, JK Rowling e Neil Gaiman: tutti loro, infatti, hanno visto i loro romanzi più famosi essere trasportati su pellicola e successivamente diventare dei fenomeni di massa planetari.


Ultima curiosità prima di chiudere: nel 1996 è stata aggiunta dal Wordlcon una nuova categoria, i Retro-Hugos, che vengono assegnati opzionalmente a quelle opere databili prima della nascita del premio (quindi pubblicate negli anni 20’, ’30 e ’40), grandi classici non solo della fantascienza, ma anche della letteratura come Il Mulo di Asimov e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.




Spero che questo mio articolo vi sia piaciuto e, nel salutavi, vi ricordo le tappe dell'evento. Il prossimo appuntamento è tra due giorni, il 7 Ottobre, quando Valentina ci parlerà sul suo blog Brain(er)s: A Bookish Momoire della Simbologia della Porta nelle varie culture.
Infine, toccherà a Cristina parlare sulla sua meravigliosa pagina instagram @storm_reader dell'Escapismo.

E mi raccomando, non dimeticate di tenere d'occhio il blog e la mia pagina Instagram in attesa della recensione del libro, prevista per martedì prossimo, 13 Ottobre.


sabato 3 ottobre 2020

COME REAGIRE AL PRESENTE [RECENSIONE]

 

"Salve a tutti, noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e
veniamo da Perugia"


 TITOLO: Come Reagire al Presente
AUTORE:
FASK con Lorenzo la Neve e Giacomo Taddeo Traini
PAGINE:
160
CASA EDITRICE:
Beccogiallo
PREZZO:
18,00€

 

Arrivata in tutte le liberie il 24 Settembre, "Come Reagire al Presente" dei Fast Animals and Slow Kinds è l'ultima delle graphic novel che la casa editice Beccogiallo (che ringrazio ancora per la copia inviata in omaggio) dedica ad artisti della scena indie italiana - prima dei FASK, infatti, ci sono stati i Rovere, i Pinguini Tattici Nucleari e Murubutu.
Scritta da Lorenzo la Neve e Giacomo Taddeo Traini (quest'ultimo si è occupato, insieme ad altri quattro talentuosi artisti, anche dei disegni) l'opera è un viaggio on the road che la band compie partendo dalla loro amata Perugia verso uno dei loro tanti concerti. Il viaggio, però, non sarà privo di imprevisti e tensioni tra la band, che verrà messa alla prova da una creatura oscura e demoniaca che, insinuandosi nella mente di ogni singolo componente, tenterà di dividerli andando a minare le loro sicurezze, la loro coesione come band e, sopratutto, la loro amicizia. Più volte questa creatura porta alla mente un "animale notturno" possibile e  probabilmente palese riferimento al titolo del loro ultimo album "Animali Notturni" uscito nel Maggio dello scorso anno e che per me è stato l'album del 2019, se non anche uno degli album che più ho amato di sempre.

I richiami alle loro canzoni sono ovviamente molteplici, così come lo sono quelli legati alla loro vita privata e professionale: ogni capitolo (cinque in tutto) è dedicato a un componente della band, il quale dovrà, come succitato, fare i conti con le proprie paure e insicurezze, con quella parte oscura e spietata che ognuno di noi ha dentro e che, nei momenti di sconforto, ci sussurra di non essere abbastanza, di non fidarci degli altri, neppure degli amici di una vita.

L'amicizia che lega questi quattro ragazzi umbri pervade prepotente ogni singola pagina, e ho amato tantissimo le brevi interviste che ognuno di loro rilascia alla fine di ogni capitolo su un membro della band - quello su cui si incentra il capitolo appena terminato - nelle quali si percepisce come il loro quartetto sia una vera e propria famiglia, la loro band un rifugio dove sentirsi a casa e "non sentirsi mai più soli".
E poi c'è la musica, ovviamente: l'ultima parte è dedicata proprio a questa, che permette di creare una complicità con il pubblico, un'atmosfera che solo chi ha partecipato a questo tipo di concerti puo' davvero capire.

Passando ad analizzare l'opera sotto un punto di visto visivo, non c'è dubbio che subito spicchi la meravigliosa copertina disegnata da Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri ragazzi morti, oltre che amico della band; a questa, all'interno, si aggiungono gli sfaccettati disegni di cinque fumettisti - il già citato Traini, insieme a Mattia "Drugo" Secchi, Alessandra Marsili, Zeno Colangelo e Jacopo Starace.
Lo stile è in parte in bianco e nero, in parte a colori, a seconda di chi disegna, ma i contenuti non si fermano qui: ad accompagnare i disegni, infatti, ci sono anche le fotografie scattate al pubblico e alla band durante i concerti, momenti immortalati da un obbiettivo che si alternano al fumetto, dalle quali trasuda l'affetto e la passione che noi fan siamo capaci di dimostrare a ogni canzone.

Vi servono altri motivi per leggere questa graphic novel? Io spero vivamente di no. Se siete fan dei FASK non potete assolutamente farvi scappare "Come reagire al presente", un'opera bella dentro e fuori, schiatta e sincera, da leggere tutta d'un fiato.


4/5🌟
Lorenzo La Neve e Giacomo Taddeo Traini

Leggi tutto su: http://www.rockon.it/musica/come-reagire-al-presente-i-fast-animals-and-slow-kids-diventano-un-fumetto/
Lorenzo La Neve e Giacomo Taddeo Traini

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Lorenzo La Neve e Giacomo Taddeo Traini

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