lunedì 21 marzo 2022

C'era una volta un Orsetto [REVIEW PARTY]


 


Autrice: Jane Riordan & Mark Burgess
Titolo: C'era una volta un Orsetto,
Quando tutto ebbe inizio

Casa Editrice: Nord/Sud
Pagine: 144
Prezzo: 15,90€ (cartaceo)



Trama: L'orsetto più amato di tutti i tempi è tornato. «Fu così che Christopher Robin chiese a Puh di raccontargli del Prima, tanto tempo Prima del suo arrivo al Bosco. Prima che lui conoscesse Winnie Puh, se un Prima esisteva, e Prima che Christopher Robin fosse abbastanza grande da aver dato a Puh il suo nome. Ed ecco quelle storie…» Prima, c'era soltanto un Orsetto tutto pancino e niente gambe sullo scaffale di un grande magazzino, in attesa di essere acquistato. Poi, quando Winnie Puh e Christopher Robin si sono incontrati, le loro meravigliose avventure hanno avuto inizio, fra tesori da seppellire, tane da costruire e vasetti pieni di miele… L'Orsetto più amato dai lettori di tutto il mondo e i suoi amici sono i protagonisti di un romanzo inedito, ispirato alle storie di A.A. Milne e illustrato da Mark Burgess.

 

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"E ci sono altre storie sul Prima?" domandò Christopher Robin, sperando che la risposta fosse una risposta Felice. E quando gli fu risposto che sì, ce n'erano, poggiò il capo sulla testa di Puh e pensò a quant'era felice che Puh fosse tutto pancino e niente gambette"

Tutti conoscono Winnie Puh, il simpatico orsetto goloso di miele e dal tondo pancino; tutti conoscono Christopher Robin, il suo migliore amico e tutti conoscono il Bosco dei Cento Acri e le mille avventure che qui si sono svolte. Quanti, però, sanno cosa è accaduto prima? Prima del Bosco, prima degli amici, prima ancora che Puh fosse Puh? A questa domanda ci risponde Jane Riordan, autrice insieme a Mark Burgess di “C’era una volta un Orsetto”, piccolo e delizioso libro edito Nord/Sud, che ringrazio moltissimo per la copia in anteprima.

Le vicende iniziano per l’appunto “prima”, in una giornata come tante di uno dei negozi più famosi di Londra e del mondo: Harrods. Qui un Puh ancora senza nome attende in una delle tante vetrine dei grandi magazzini, ancora ignaro che, dopo tante rocambolesche peripezie, sarebbe stato notato da una giovane donna e regalato a un bambino ancora in fasce di nome Christopher Robin.
Il libro si divide in 10 piccoli racconti illustrati, nei quali scopriamo attraverso la voce narrante dello stesso Puh come è nata l’amicizia indissolubile tra l’orsetto più goloso di miele del mondo e i suoi amici: ben presto, infatti, facciamo la conoscenza del burbero ma gentile Isaia (Ih-Oh, per gli amanti della Disney) e il timido e gentile Porcelletto (Pimpi). Insieme a loro assistiamo alla crescita del loro amico umano, passeggiamo per il centro di Londra, andiamo allo Zoo e partecipiamo a tantissime altre avventure – tipo quella in cui Winnie Puh diventò un temibile pirata.


"E fu così che Winnie Puh fu regalato a un bimbo che con quell'orsetto avrebbe condiviso ogni segreto, portandolo con sè in tutte le sue Più Belle avventure"


A distanza di quasi 100 anni dalla pubblicazione – Milne pubblicò il primo libro dedicato all’orsetto Puh nel 1926 – questo romanzo, così come il personaggio di Winnie Puh, è ancora vivo nel cuore di grandi e piccini: chi, infatti, non ha mai visto il classico di animazione Disney o non è incappato anche solo per caso nella figura tondeggiante di questo simpatico personaggio? E proprio a grandi e piccini è adatto “C’era una volta un Orsetto”, un libro che, secondo me, è capace sia di far appassionare i bambini, sia di parlare al bambino che si trova ancora dentro ogni adulto. Le illustrazioni, poi, sono bellissime e colgono alla perfezione quello che accade in ogni racconto e le sensazioni che Riordan riporta su carta. Così come la scrittrice si ispira alle opere di Milne, allo stesso tempo Burgess è fedele ai disegni di di Stephard, primo illustratore delle Avventure di Winnie Puh: il risultato sono dei disegni dai colori vibranti, allegri e spensierati, che sanno racchiudere in ogni tratto una magia che sa di infanzia e di felicità!

Se avete dei bambini, dei nipoti, questo libricino è il regalo perfetto: si può leggere come fiaba della buonanotte, una storia al giorno, oppure si può leggere insieme, magari mentre si mangia un dolce fatto con il miele. Come suddetto, però, i bambini non sono l’unico target di questo libro: se siete appassionati di fiabe, del mondo Disney o per qualsiasi altra valida ragione, dovete assolutamente comprare questo libro.

Leggere questo piccolo, grande romanzo per ragazzi mi ha fatto tornare bambina: ho amato tutto, dalla prima all’ultima pagina e non posso non ringraziare Franci per aver organizzato questo fantastico evento e avermi coinvolta. Fate un favore a voi stessi, al bambino o alla bambina che siete stati e che ancora si nasconde da qualche parte della vostra memoria, e leggete questo libro: fa bene al cuore.


giovedì 17 marzo 2022

Vento di Libertà [REVIEW PARTY]

 




Autrice: Lelio Bonaccorso
Titolo: Vento di Libertà
Casa Editrice: Tunuè
Pagine: 160
Prezzo: 17,50€ (cartaceo)


Trama: Dina e Jacques appartengono a due famiglie, due mondi e due culture differenti, eppure questo non impedisce loro di innamorarsi. Come potranno però vivere il loro amore, quando messinesi e francesi cercano la reciproca morte? Finzione e realtà storica si intrecciano perfettamente in un graphic novel che ci restituisce l'importanza di tematiche centrali, ieri come oggi: il pregiudizio secondo cui lo straniero rappresenta il pericolo, e l'amore come motore per il raggiungimento della salvezza.

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E’ da poco tornato in libreria con il suo nuovo romanzo a fumetti, Vento di Libertà, Lelio Bonaccorso, già famoso per opere storico-biografiche come “Caravaggio e la ragazza” e “Il Leggendario Federico II”.
Edito Tunuè, che ringrazio tantissimo per la copia cartacea omaggio, quest’ultima opera è ambientata in Sicilia, precisamente a Messina, nel 1266: qui, dopo la caduta della dinastia degli svevi, si sono insediati gli Angionini, i quali governano con il pugno di ferro e affamano la popolazione.
Ed è proprio a Messina, alla vigilia della Rivoluzione del Vespro, che seguiamo le vicende di Dina, protagonista del libro: Dina è una popolana, una donna forte e carismatica; orfana di padre, condannato a morte per proteggere il proprio figlio dopo un tragico incidente in cui era stata coinvolta anche Dina, la giovane donna fa di tutto per provvedere non solo a se stessa, ma anche alla sua famiglia. Come se le cose non fossero abbastanza complicate nella sua vita, la presenza di Jaques, nobile dal buon cuore figlio del dispotico signore della città, andrà ad aggravarle ancora di più: tra i due, infatti, c’è un amore sincero ma proibito, che potrebbe portare entrambi alla rovina…

Confesso che sapevo poco delle vicende storiche della Sicilia di questo periodo storico prima di leggere questo libro: da pugliese anche la mia terra è stata dimora degli Svevi, degli Angioini, degli Aragona, ma a differenza della Sicilia in Puglia non c’è mai stata una rivoluzione degna di nota. La ribellione di un popolo dal suo oppressore è un tema tristemente attuale, e nessuno ne esce mai davvero vincitore. Dina è stata la protagonista che ci meritavamo per una storia del genere: mi è piaciuta molto la sua caparbietà, il suo non arrendersi mai anche quando tutto sembrava perso, quando la speranza era appesa a un filo. Gli accenni storici sono fatti bene, ma purtroppo rimangono tali: accenni. Quello che infatti manca in Vento di Libertà è proprio la tempistica, una narrazione più lenta, che faccia affezionare il lettore ai protagonisti, oltre che immergere completamente nel contesto storico. Nel giro di una manciata di pagine passano mesi e mesi, le battaglie accadono in due tavole e come suddetto non si riesce mai a calarsi completamente nel racconto. Un racconto che, voglio specificarlo, non è affatto brutto, ma che al contrario con un pochino più di minuzia e tempo/pagine poteva essere perfetto. Il finale poi, è agrodolce, proprio come lo è la Storia…

Parlando delle tavole e dello stile di disegno posso dire di essere stata soddisfatta: Bonaccorso è riuscito a riportare i colori della terra, della Sicilia, così come le atmosfere del tempo. Certo, non mancano le scene più cruente – per questo consiglio questa graphic novel a un pubblico maturo, non sotto i 16 anni – in cui gli uomini diventano bestie selvagge, tanto che in queste scene i loro lineamenti vengono totalmente sfigurati.

Vento di Libertà si è rivelata una bella lettura, che sa intrattenere ma anche educare. Lo consiglio a chi è appassionato di Storia, ma anche a chi semplicemente si vuole approcciare a queste tematiche, scoprendo un evento storico poco noto.
Ringrazio ancora una volta la CE per avermi dato la possibilità di leggerlo e di organizzare l’evento, oltre che alle personcine adorate che hanno partecipato.

VOTO FINALE: 3/5🌟

martedì 15 marzo 2022

Recensione: Buonanotte, Signor Tom

 


Autrice: Michelel Morigan
Titolo: Buonanotte, Signor Tom
Casa Editrice: Fazi
Pagine: 489
Prezzo: 17€ (cartaceo), 11.99€ (ebook)


Trama: Nel 1939, allo scoppio del secondo conflitto mondiale, nel timore dei bombardamenti tedeschi il governo inglese decide di evacuare migliaia di bambini dalle città e di sistemarli in campagna presso le famiglie disposte ad accoglierli. Uno di questi bambini, Willie Beech, trova alloggio presso Tom Oakley, un uomo di mezza età che vive solo, dopo la morte della moglie, nel villaggio di Little Weirwold. Il piccolo è traumatizzato: si spaventa per un nonnulla, bagna il letto tutte le notti e ha il corpo ricoperto di lividi e cicatrici. Con il tempo, le attenzioni costanti e l’affetto del signor Oakley consentono a Willie di riacquistare stabilità e serenità, ma anche di inserirsi felicemente a scuola e stringere legami di amicizia con i bambini del villaggio. L’incanto della nuova vita si infrange però quando la madre costringe Willie a tornare a Londra. Tom, inquieto per la mancanza di notizie, decide di andare in città per sincerarsi delle condizioni del bambino. Riesce a trovarlo dopo una serie di peripezie, ma fa una terribile scoperta…


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"Will bevve qualche sorso di tè e aggiunse del carbone nella stufa. Mentre osservava i pezzi rotolare, si rese conto che la forza era una cosa diversa dalla robustezza, e che essere vulnerabili non vuol dire essere deboli."


Buonanotte Signor Tom è l’opera prima di Michelle Magorian, pubblicata per la prima volta nel Regno Unito nel 1981, poco più di quarant’anni fa. Nel frattempo, il romanzo è divento un film e un musical, oltre che una piece teatrale. In Italia, invece, arriva solo ora grazie alla Fazi Editore, che lo ha portato nelle librerie e lo sta facendo conoscere al grande pubblico. Sarò sincera: non conoscevo questo romanzo, così come non conoscevo l’autrice. Mi sono imbattuta in questo libro quasi per caso, mentre stavo “ammazzando” il tempo nella stazione di Roma Termini, nell’attesa del mio treno: appena ho visto la copertina sono stata catturata dai colori accesi e, letta la trama, me ne sono innamorata.

Ma di cosa parla questo libro? Buonanotte Signor Tom è ambientato nel 1939, all’alba del secondo conflitto mondiale, e ci presenta due personaggi totalmente diversi: l’anziano Tom, burbero uomo di campagna che come unico suo amico ha un cane, e William, un bambino taciturno e tutt’ossa che arriva per caso alla porta del primo. Willie, così si fa chiamare, giunge con tanti altri bambini sfollati da Londra, in cerca di un posto sicuro dalle bombe che stanno per piombare nella capitale inglese e una famiglia che li accolga. Pian piano, giorno dopo giorno, tra Tom e William si instaura una profonda amicizia, un legame profondo e indissolubile; il ragazzino, infatti, inizia a parlare, ad aprirsi, a farsi degli amici e immergersi in quello che più ama al mondo: disegnare.
Tutto sembra procedere per il meglio, ma poi improvvisamente una lettera arriva nella piccola cittadina di
Little Weirwold, sconvolgendo nuovamente la vita di William…

Come forse avrete intuito già dalla trama, questo romanzo non è sempre facile da leggere: William è un bambino che scappa non solo dalla guerra, ma da un contesto famigliare tossico, dove la violenza è all’ordine del giorno e si fa scudo con la religione e la Bibbia. William non sa leggere o scrivere, ha paura anche della sua stessa ombra; durante la lettura non sono mancati dei passaggi per me molto disturbanti, che ho fatto fatica a leggere. Per fortuna a questi si contrappone l’amore che Tom prova per William, l’amicizia che quest’ultimo coltiva con Zach, George e gli altri bambini di Little Weirwold. Le ombre non durano mai troppo, scompaiono come sono arrivate, lasciando posto alla luce e alla gioia.
Parlando della tematica storica, ovvero il conflitto mondiale, anche questo è sullo sfondo, ma non per questo non risulta una minaccia costante, che da un momento all’altro potrebbe sconvolgere tutto e tutti: la guerra si avverte nei piccoli dettagli, nei mormorii degli abitanti, nella città che si svuota dei suoi giovani. L’autrice è bravissima a fartela percepire, ma non è mai invadente, cosa questa che lascia l’attenzione sempre su William e Tom, i due protagonisti indiscussi del romanzo.

Altro punto a favore del romanzo è certamente lo stile di scrittura: nonostante il libro sia scritto nel 1981, questo risulta fresco e attuale, mai prolisso o pesante. Direi che sta invecchiando benissimo!
La Magorian sa trasmettere tutti i sentimenti dei suoi personaggi, così come sa descrivere magistralmente le atmosfere della campagna inglese, fatta di colline verdeggianti, alberi secolari, case con il tetto di paglia e migliaia di colori e profumi. Se amate l’Inghilterra tanto quanto la amo io, allora ne sarete catturati.

Concludendo, non posso esimermi dal dire che “Buonanotte Signor Tom” è un libro stupendo, capace di farti sorridere genuinamente, ma anche di strapparti qualche lacrima (specialmente sul finale sono stata molto vicina al tracollo dei miei canali lacrimali). Un bellissimo, piccolo capolavoro che consiglio a tutti di leggere e che per fortuna è stato portato anche qui in Italia!


VOTO FINALE: 5/5🌟

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