giovedì 25 novembre 2021

Io, I miei Mostri e me [REVIEW PARTY]


 





Autrore: Caterina Costa - Cheit.jpg
Titolo: Io, I miei Mostri e Me
Casa Editrice: Beccogiallo
Pagine: 112
Prezzo: 16€ (cartaceo)
 
 
 
Trama: Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi. Un’autrice dall’enorme seguito sui social media
 
 
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“Io, i miei mostri e me” è quello che su due piedi si potrebbe definire un piccolo, grande lavoro.
Creata dalla ventunenne illustratrice Caterina Costa, meglio conosciuta su internet con il nome di Cheit.jpg, la graphic novel è una raccolta di brevi fumetti – ogni pagina è autoconclusiva – che la Costa ha creato negli ultimi tempi e in parte già pubblicato sui suoi profili. Ora, grazie alla casa editrice torinese Beccogiallo, che ringrazio come sempre per la copia omaggio e per averci permesso di organizzare l’evento di promozione, arriva in libreria e fumetteria.
L’idea di questo lavoro parte proprio dal titolo, “Io, i miei mostri e me”, e si pone il non sempre facile obbiettivo di parlare di quelle problematiche troppo spesso sminuite o ritenute dalla società taboo come l’ansia, la depressione, la costante pressione di dovercela fare a tutti i costi e il non sentirsi mai abbastanza. 

Citando Caterina, possiamo dire che in queste centosette pagine è racchiuso“tutto ciò che accade dentro di noi” e per questo motivo mi sento di dire che chiunque, a prescindere dall’età, può ritrovarsi in almeno una dozzina di queste strisce.
Quanti di noi, infatti, non si sono sentiti incompresi almeno una volta? Quanti di noi hanno combattuto con quel peso sulle spalle che rende impossibile alzarsi la mattina, o ancora quella vocina che ti dice che non sarai mai abbastanza per gli altri, per la società, per te stesso? E, ancora, quante volte ci siamo guardati allo specchio, ripetendoci ancora e ancora che “è tutto okay”, quando in realtà non era okay nulla? 
 
 Leggendo le strisce di Caterina Costa è impossibile non sentirsi capiti, meno soli, pensare che alla fine della fiera non sei l’unica persona in questo mondo alla deriva ad avere dentro un mostro nero che ti risucchia ogni pensiero felice e ti tiene incatenato al suolo. Eppure, in questa realtà di mostri non mancano e non devono mai mancare gli spiragli di luce, le persone – amici e famiglia - che con un abbraccio e una mano tesa riescono a trascinarti fuori dal tunnel e sussurrarti che andrà tutto bene e ci si può sempre rialzare ed essere felici se siamo in grado di accettare l’aiuto che ci viene dato per sconfiggere il buio. 

La forza di questa graphic novel, oltre che nella sua forza comunicativa, sta anche nella sua brevità: come accennato, ogni pagina contiene una striscia divisa in quattro parti, quattro piccoli quadratini che racchiudono un messaggio potente, che con parole semplici e disegni minuziosi nella loro semplicità – lo so, è un paradosso, ma se conoscete Caterina sapete di cosa sto parlando – sono in grado parlare al e con il lettore come solo un vecchio amico sa fare.

Concludo citando ancora una volta Caterina e vi dico di leggere “Io, i miei mostri e me” perché “questo libro parla di me, ma anche di tutti voi. Siamo tutti sulla stessa barca, quindi non saremo mai soli.”



VOTO FINALE: 3.5/5🌟

giovedì 4 novembre 2021

Mexican Gothic [REVIEW PARTY]

 

 

   


Autrore: Silvia Moreno-Garcia
Titolo: Mexican Gothic
Casa Editrice: Mondadori - Oscar Fabula
Pagine: 339
Prezzo: 18€ (cartaceo), 9,99€

 

Trama: Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico. Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall'aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l'anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure. Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere. Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.



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Buonsalve gente! Prima di iniziare con la recensione di questo libro, ci tengo a ringraziare immensamente Ambra di Paranormal Book Lover per aver organizzato questo evento e aver creato il banner che vedete qui sopra!


E’ uscito due giorni fa per Mondadori – Oscar Fabula, che ringrazio per la copia digitare in anteprima, Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia, un thriller/horror dalla forti tinte soprannaturali ambientato nel Messico degli anni ’50 e molto chiacchierato in America e in Inghilterra, dove è uscito lo scorso anno.

Protagonista delle vicende è Noemi Taboata, giovane rampolla della società bene che passa le sue giornate tra una festa e l’altra, spensierata e a tratti anche viziata. La sua vita procede senza intoppi, almeno fino a quando suo padre non le ordina di recarsi nella piccola e sperduta città di El Triunfo e accertarsi della condizioni di salute di sua cugina Catalina, la quale sembra essere in uno stato mentale alterato e in precarie condizioni di salute.
Catalina e Noemi hanno un fortissimo rapporto, sono cresciute insieme e per questo Noemi accetta immediatamente la richiesta del padre e si reca preso la dimora dei Doyle, High Place, un antico palazzo dal gusto prettamente inglese dove tutto sembra immobile e allo stesso tempo sempre in movimento, in cui la luce raramente illumina le stanze e i suoi abitanti custodiscono raccapriccianti segreti.

Ho iniziato questo libro senza troppe pretese, sia perché gli horror non sono propriamente nelle mie corde e sia perché temevo di avere davanti l’ennesimo fuoco fatuo dell’editoria contemporanea: eppure, man mano che la storia procedeva, mi sono inaspettatamente ritrovata a macinare capitoli dopo capitoli, leggere un romanzo molto intrigante e ben costruito, che mi ha anche fatta rabbrividire in alcuni punti.
La trama ricorda molto “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson e, se mi permettete il paragone con il Re, richiama sotto alcuni aspetti anche “Shining” di Stephen King: High Place si pone, a mio avviso, tra i protagonisti del romanzo e, proprio come Hill House e l’Overlook Hotel, entrerà in contatto con Noemi e sussurrerà al suo orecchio, rivelandole il suo passato e la storia delle donne che hanno vissuto tra quelle stesse mura molti anni prima. Il risultato vi farà trattenere il fiato.

Tanto quanto High Place, anche i suoi abitanti sono inquietanti e terribili, nonché il punto forte del libro insieme alla magione: abbiamo Virgil, il marito di Catalina, un uomo solo in apparenza affascinante, ma che in realtà si dimostrerà da subito subdolo e calcolatore; poi c’è Florence, la zia di Victor, una donna che mi ha dato i brividi per tutto il tempo e che trama nell’ombra della casa; infine c’è il padrone di casa, Mr. Doyle, che soffre di gotta e che, nonostante sia il personaggio che si vede meno di tutti, è quello dietro le quinte muove tutti i fili. A questo simpatico trio si aggiunge Francis, cugino di Victor e figlio di Florence: Francis è taciturno, schivo, impacciato, eppure è l’unica persona di cui Noemi sembra potersi fidare. Come gli altri, anche lui nasconde segreti indicibili che si perdono nella notte dei tempi…

Se dovessi trovare un difetto a questo libro, parlerei dell’ambientazione: nonostante il romanzo della Moreno-Garcia si chiami “Mexican Gothic” c’è ben poco di messicano qui. High Place, per quanto imponente e spettrale, perfetta per il suo ruolo, è più una grande dimora che richiama le atmosfere gotiche inglesi alla Frankenstein, piuttosto che il caldo del Messico o le sue architetture brune; anche del folklore messicano si parla poco e nulla e di questo mi dispiace davvero. Per me è stata un’occasione persa - e sprecata - per poter finalmente parlare di una cultura poco conosciuta qui in Europa o, ancora, per sfatare dei falsi miti e raccontarci degli aneddoti peculiari.

Nonostante questo, però, il romanzo mi è davvero piaciuto ed è riuscito a vincere le mie perplessità iniziali – prima tra tutti quella che riguardava la protagonista, che inizialmente si dimostra saccente e insopportabile. Forse non è per tutti, sicuramente dividerà com’è già successo, ma io vi consiglio di dargli una possibilità e di non fermarvi alle prime difficoltà – la trama che ingrana subito, il ritmo lento – così da riuscire a coglierne tutte le sfumature.


 VOTO FINALE: 4/5🌟

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