giovedì 21 luglio 2022

L'Impero di Sabbia [RECENSIONE]

 


Autore: Tasha Suri
Titolo: L'impero di Sabbia
Casa Editrice: Fanucci
Pagine: 372
Prezzo: 18 €



Trama: Gli Amrithi sono stati emarginati; nomadi discendenti dagli spiriti del deserto, sono ambiti ma anche perseguitati in tutto l’Impero per il potere del loro sangue. Mehr è la figlia illegittima di un governatore imperiale e di una esiliata Amrithi che lei riesce a malapena a ricordare ma da cui ha ereditato il volto e la magia. A sua insaputa, può manipolare i sogni degli dèi per alterare il destino del mondo. Quando il potere di Mehr attira l’attenzione dei mistici più temuti dell’Imperatore, viene costretta a sottostare al loro servizio: sono determinati a sfruttare la sua magia per la gloria dell’Impero. Sarà costretta a usare ogni grammo di volontà, di cuore e d’intelligenza per resistere alla crudeltà dei mistici e salvare il suo popolo da una sicura estinzione. Se dovesse fallire, gli dèi stessi potrebbero risvegliarsi in cerca di vendetta...



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L’Impero di Sabbia (Empire of Sand) è l’esordio dell’autrice britannica di origine indiana Tasha Suri. Pubblicato in UK nel 2018, è uscito solo ora in Italia per Fanucci, che ringrazio infinitamente per avermi inviato una copia cartacea.
Ma di cosa parla questo romanzo? Le vicende seguono Merh, giovane donna figlia illegittima del governatore di Irinah e della sua prima compagna, una donna di origine Amrithi che l’ha abbandonata quando lei e sua sorella erano ancora molto piccole. Mehr è sempre vissuta tra le mura palazzo di suo padre, protetta dal potere e dell’influenza che egli esercita nel suo paese, ma un giorno tutto cambia: durante una Tempesta dei Sogni, in cui la ragazza esegue una danza magica per gli dèi addormentati, il suo potere segreto viene alla luce, attirando su di sé lo sguardo dei servi dell’Imperatore e del Maha che, dopo essersi presentati alla corte di suo padre, la costringono a un matrimonio combinato e a lasciare per sempre la sua vecchia vita.

L’impero di Sabbia è un romanzo che si prende i suoi tempi. Profondamente influenzato dalla cultura indiana, ci fa conoscere pagina dopo pagina gli usi, costumi e credenze dei popoli nati dalla penna dalla Suri e di come molti di questi vengono a scontrarsi tra loro. Se, infatti, da un lato abbiamo gli Ambhan e i seguaci del Maha, un potente sacerdote che attraverso i suoi riti oscuri conferisce all’Impero infinita gloria, dall’altro abbiamo gli Amrithi, popolazione nomade che sa ancora parlare con gli dei e che viene perseguitata dai primi per il proprio credo.
Mehr appartiene a entrambe le realtà (quella Ambhan di suo padre e quella Amrithi si sua madre) ed è grazie a lei se riusciamo a conoscere ogni aspetto che le contraddistingue, a svelare le contraddizioni e i loro lati oscuri: non è quindi un caso che l’autrice si prenda il suo tempo per far entrare il lettore in questo mondo, tantomeno per trasmettere messaggi delicati come la persecuzione religiosa o il razzismo. Nelle prime 150 pagine succede poco e nulla, eppure sono rimasta incollata alle pagine, apprendendo la cultura di Mehr e di coloro che incontra nel suo cammino.

Se l’aspetto culturale è da una parte il punto forte del libro, dall’altra bisogna parlare anche dei personaggi: Mehr è una protagonista con cui non si può non empatizzare, che si fa strada nel cuore del lettore senza mai alzare la voce o cercare di ostentare i suoi poteri -  Mehr non si considera una prescelta, una protagonista diversa dalle altre e per questo superiore; lei non è la classica Mary Sue che ci viene proposta sempre più spesso nei romanzi fantasy ed è proprio per questo che risulta reale.
Reale è anche la sua storia d’amore con Amun, l’uomo che i Mistici dell’Impero la costringono a sposare e che, si scoprirà, avrà in comune con Mehr più di quanto lei non pensi. Il loro rapporto è inizialmente complesso, fatto di sospetto e diffidenza, di sguardi sottecchi e parole non dette: Mehr non si fida di Amun e Amun ha fin troppi segreti da nascondere per riuscire a farsi conoscere davvero. Eppure le cose cambiano con il procedere dei capitoli, man mano che i segreti vengono rivelati: è bellissimo vedere sbocciare il loro amore, la fiducia incondizionata su cui questo si basa e che riesce a farli sopravvivere e a vincere insieme anche le battaglie più difficili. Credo sia una delle coppie più belle e credibili in cui mi sono imbattuta negli ultimi anni.

Per essere un libro di esordio, L’Impero di Sabbia è un grandioso esordio: la Suri mostra sin da subito uno stile che cattura, semplice e dettagliato nello stesso momento, oltre che un bagaglio culturale ammirevole. Il libro non mi ha mai annoiato, anzi: ogni volta che lo prendevo in mano mi ritrovavo a leggere cinquanta pagine o più senza neanche accorgermene e solo questo per me significa tantissimo quando sto leggendo un libro che andrò poi a recensire. Anche la questione famigliare, il modo in cui Mehr è legata a sua sorella, a suo padre, persino a quella madre che l’ha abbandonata senza rimorso mi hanno emozionato. Riuscire a trasmettere tutte queste emozioni non è affatto facile, ma come già detto la Suri ha fatto un lavoro pazzesco.

Se vi piacciono i libri ambientati nel deserto, esotici e pieni di tematiche e informazioni che danno un nuovo punto di vista al lettore, oltre che protagonisti perfetti nelle loro imperfezioni e che si sanno amare e fare amare, allora non potete perdervi L’Impero di Sabbia. Una bella, bellissima scoperta. Penso proprio che leggerò altro di questa autrice.



VOTO FINALE: 4/5🌟

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